UN ALTRO SGUARDO SUL LAVORO workshop
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Fare teatro con le operaie licenziate di una fabbrica delocalizzata: un’esperienza che il Teatro Due Mondi di Faenza vuole condividere con altre realtà che vogliono indagare attraverso il teatro il tema del lavoro e che solo apparentemente sono lontane.
Una proposta per far incontrare attori con operai e cittadini: nel laboratorio si scambiano esperienze e si trasmette ai partecipanti e agli spettatori la forza espressiva di un teatro che può diventare presa di posizione politica e azione concreta.

Il progetto
In questi anni il Teatro Due Mondi ha sviluppato un concreto interesse sulle tematiche che riguardano il lavoro, cercando modi e progetti che permettessero un vero incontro tra il teatro (e il mondo della cultura in senzo lato) e il mondo degli operai.
Non solo un teatro che riflette su tematiche attuali, ma un teatro che vuole mischiarsi con chi apparentemente è lontano dalle pratiche artistiche. E questo per dare voce e strumenti a lotte e rivendicazioni, superando e migliorando azioni – cortei, comizi – che forse oggi hanno perso forza ed energia.
Il progetto che proponiamo vuole moltiplicare l’esperienza che il Teatro Due Mondi ha condotto a Faenza, mettendola al servizio di altre istanze, modellando il progetto in nuovi contesti dove incontrare altre persone, altre vite, altri drammi, altre speranze.
La contemporaneità è un elemento essenziale nel lavoro teatrale del Teatro Due Mondi. Nei suoi spettacoli, sia quelli di creazione originale che le opere su testi classici, la regia del TDM elabora scene, frammenti e suggestioni che ci aiutano a interpretare il vivere quotidiano.
Il tema del lavoro è un tema contemporaneo e quotidiano. Il Teatro Due Mondi lo ha incontrato 7 anni fa con la messa in scena di “Santa Giovanna dei Macelli” di Bertolt Brecht. Un’opera intorno al lavoro e allo sfruttamento dei lavoratori, alle lotte sindacali e alla logica del profitto che prevarica la dignità degli individui e il loro diritto al lavoro.
Nel maggio 2010 il Teatro Due Mondi incontra le operaie dell’OMSA, nel momento in cui per la fabbrica di Faenza viene decisa la chiusura e il licenziamento di 350 operaie (e il conseguente spostamento dell’unità produttiva in Serbia). Il gruppo mette a disposizione la professionalità del teatro per informare la comunità, portare alla luce i drammi individuali, le identità minate di chi stava perdendo il lavoro e con esso la propria dignità sociale. Nascono le “Brigate teatrali OMSA”, il tema del lavoro e del diritto al lavoro torna attualissimo nella produzione del Teatro Due Mondi.

Teatro sociale – comunicazione sociale
Da qualche anno, l’attività del Teatro Due Mondi si è aperta a forme di collaborazione con “non-attori” ai quali il TDM ha dato voce per attuare processi di inclusione sociale. Ne sono un esempio il “laboratorio multiculturale” con i profughi e richiedenti asilo e le “Brigate teatrali” delle operaie Omsa.
Con entrambi i gruppi si sono create “incursioni teatrali di strada” che hanno messo i gruppi a contatto diretto con la comunità attraverso nuove forme artistiche che vogliono rispondere al bisogno di comunicazione e dialogo espresso da quei gruppi sociali in difficoltà e che spesso sono patrimonio trascurato di una comunità.
A questi gruppi il Teatro Due Mondi vuol mettere a disposizione la propria esperienza per creare nuovi e proficui incontri ed esprimere nuove urgenze e motivazioni all’incontro e allo scambio interculturale.
Un’azione teatrale che vuole contrastare un deficit di comunicazione sempre più forte nella nostra società e la progressiva incapacità di entrare in relazione con l’altro.
In questo processo, il teatro stesso assume nuovo valore come incontro di persone, di culture e di saperi, un luogo fisico e mentale dove non conta “esibirsi” ma “esserci”, incontrarsi e conoscersi, migliorare la qualità delle relazioni umane.
Il teatro offre la possibilità di comunicare in vari linguaggi e di accogliere la storia di ognuno che diventa storia condivisa.

Il progetto si compone di tre diverse parti così articolate:

1) laboratorio per creazione di azioni di strada
A partire dall’esperienza delle Brigate Teatrali Omsa, proponiamo un workshop rivolto ai cittadini (di ogni età e tipologia, ricercando però, se possibile, operai ed ex-operai) con l’obiettivo di costruire azioni di strada, agili, efficaci, condivise.
•le azioni verranno create a partire da racconti raccolti dagli abitanti sulla situazione lavorativa del posto (ad esempio una fabbrica, i diritti dei lavoratori, i problemi legati alla globalizzazione, il rapporto della produzione industriale con l’ambiente e l’agricoltura…)
le azioni di strada verranno accompagnate dai canti sul lavoro/canti politici italiani del Teatro Due Mondi, eventualmente arricchiti da canzoni/musiche/poesie patrimonio della comunità
alcuni dei partecipanti del laboratorio avranno il ruolo di raccontastorie, con brevi testi, per facilitare la comprensione al pubblico
Durata del laboratorio: 2-7 giorni
Partecipanti: minimo 15, max senza limite
E’ preferibile far precedere al laboratorio pratico un incontro preparatorio per conoscenza degli abitanti e la raccolta di materiali/storie
Immagini Brigate Teatrali OMSA: •http://www.teatroduemondi.it/omsa.html
Progetto OMSA: •https://www.youtube.com/playlist?list=PL428F9C1792B6BE13

2) adattamento dello spettacolo Lavoravo all’OMSA con inserimento di una/o operaia/o del posto (che sostituisce o affianca l’operaia dell’OMSA)
Durante il laboratorio a cui partecipa una/o operaia/o del posto gli attori e il regista del Teatro Due Mondi elaborano una nuova messinscena dello spettacolo Lavoravo all’OMSA.
La drammaturgia dello spettacolo di partenza permette di mantenere la sua struttura fatta di scene, canzoni e azioni e di arricchirla con racconti e testimonianze della vita e del mondo lavorativo dei cittadini e lavoratori del posto (che verranno raccolti prima dell’inizio del laboratorio).
Lavoravo all’OMSA è un contenitore aperto con una struttura che in ogni città può diventare un nuovo spettacolo che racconta la realtà locale.
Temi possibili per la rielaborazione dello spettacolo:
•La Grande Finanza – le conseguenze delle manovre di Wall Street e dell’economia globalizzata sulla vita della persone
•Il rapporto tra il lavoratore dipendente e l’industriale
•La protesta – il ruolo dei sindacati, gli scioperi, altre forme di protesta contro la violenza del “mercato”
•Il teatro come strumento di comunicazione e di lotta, il rapporto tra il mondo operaio e la cultura

Lavoravo all’OMSA
Lo spettacolo sviluppa riflessioni sul tema del lavoro che ritornano in molti spettacoli e progetti del Teatro Due Mondi.
Vi si intrecciano temi mutuati dalla drammaturgia di “Santa Giovanna dei Macelli” (B. Brecht) e azioni elaborate nel contesto delle “Brigate Teatrali OMSA”.
I riferimenti a un testo classico del teatro si attualizzano attraverso le storie delle operaie dell’OMSA. Pur nella diversità del contesto storico ed economico, lo spettacolo pone l’accento sulle logiche imprenditoriali che schiacciano il diritto al lavoro rimarcando le similitudini al di là delle differenze. Mette in scena la necessità del lavoro come elemento primario della dignità individuale e sociale della persona.
In un allestimento scenografico semplice e minimale, gli attori del Teatro Due Mondi sono in scena insieme ad una delle operaie che hanno vissuto la chiusura della fabbrica. Il lavoro scenico è basato essenzialmente sull’uso della voce in tutte le sue modalità: monologo, racconto, coro, canto popolare, dialogo. Lavoravo all’Omsa vuole essere uno spazio dedicato soprattutto al suono e al senso che le parole devono portare.

3) Documentario Licenziata!
Licenziata! (2010) è un documentario realizzato da Lisa Tormena, Matteo Lolletti e Michelangelo Psini della Cooperativa Sunset in collaborazione col Teatro Due Mondi e racconta l’esperienza teatrale portata avanti dalle coraggiose operaie che hanno deciso di rispondere con azioni concrete alla perdita di un diritto: il diritto al lavoro.
Il documentario è stato proiettato in tutta Italia in più di 100 occasioni pubbliche.
Per questo progetto offriamo la possibilità di organizzare un dibattito al termine della proiezione con la presenza di Angela Cavalli, ex-operaia OMSA, che ha fatto parte delle Brigate Teatrali e che ora continua la sua lotta andando in scena in Lavoravo all’OMSA al fianco degli attori del Teatro Due Mondi.
Documentario Licenziata! clip (5 Min) https://www.youtube.com/watch?v=CxiPk3wVdnY

Esigenze tecniche
Presentazione pubblica di “Lavoravo a…” (titolo provvisorio) :
•lo spettacolo può essere presentato in teatri e semplici sale. Sarebbe interessante presentare lo spettacolo in una ex-fabbrica o in uno spazio significativo per la storia lavorativa della comunità ( anche all’aperto se protetto acusticamente)
•spazio scenico almeno 5m (largo) x 3m (profondo) e semplice illuminazione (luci della sala, luce naturale). Il pubblico è seduto in maniera frontale.
•1 microfono con amplificazione
•gli accessori e costumi sono messi a disposizione dal Teatro Due Mondi
•1 camerino per 7 persone
•preparazione/montaggio: 3 ore

Azioni di strada:
•le prove si possono fare in una sala grande (minimo 10m x 18m) con la possibilità di provare fuori in caso di bel tempo (cortile, grande giardino, parcheggio…)
•presentazioni all’aperto (centro città, strade e piazze, piazzale davanti a fabbriche): prevedere permessi e chiusura del traffico, no disturbi sonori