TEATRO PARTECIPATO workshop video
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Il laboratorio teatrale

Il laboratorio che proponiamo, e che prosegue il cammino tracciato in questi ultimi anni dal Teatro Due Mondi, si prefigge come obiettivo la costruzione di azioni teatrali su temi che riguardano il nostro vivere come cittadini del mondo.
Il teatro può essere una concreta e incisiva modalità per dialogare con il territorio su questioni di grande attualità ed è un mezzo efficace di comunicazione fra e con gli individui: ci offre la possibilità di incontrare l’altro, ci stimola ad aprirci, ad abbattere barriere e pregiudizi e ad impegnarci.

La nostra idea di Teatro Partecipato
Parliamo di Teatro Partecipato perché vogliamo condividere contenuti, riflessioni e obiettivi con tutti coloro che vorranno farlo, senza però dimenticare il divertimento, l’ironia, la curiosità.
La proposta di una esperienza di Teatro Partecipato con i non-attori, cittadini normalmente occupati in attività non artistiche, oltre ad un valore artistico e teatrale, offre straordinari risvolti sociologici, che stimolano un’ ampia riflessione sul rapporto inscindibile fra arte e società.
L’arte non si limita a essere uno specchio della realtà, è in grado di trasformarla.
Il teatro, per la sua dimensione pubblica e partecipativa, può assolvere pienamente a questa funzione.
Grazie alla sua capacità di agire attivamente sulla realtà, il Teatro Partecipato dimostra di saper risvegliare la comunità nel suo insieme.
I protagonisti della Storia diventano protagonisti della Scena e il bisogno di ricordare e di sognare viene ricostruito collettivamente. Alla base del processo di lavoro comunitario c’è l’idea che l’arte è un diritto di tutti i cittadini e, al pari della salute, dell’alimentazione e dell’educazione, rappresenta una delle priorità dell’uomo.
Il teatro funziona come luogo dell’altro, nel quale si criticano i problemi del reale e si fonda uno spazio nuovo, quello del possibile.
Il Teatro Partecipato traduce il possibile in utopia: l’obiettivo è quello di ricomporre il tessuto sociale della comunità di appartenenza e diffondere i valori della solidarietà e della partecipazione, cercandone e provocandone la trasformazione.

Il Teatro Partecipato crea azioni di strada
Le azioni in strada (brevi momenti spettacolari proposti in spazi aperti) nascono pertanto dalla e per la comunità, autrice e destinataria essa stessa di un lavoro artistico che si sviluppa con l’obiettivo di costruire un significato sociale e politico.
Le azioni sono costruite cercando di avere un gran numero di partecipanti, appartenenti a diverse generazioni, accomunati dai valori della curiosità e apertura verso l’altro, e usano i linguaggi del teatro, del canto, della musica dal vivo, del ballo.
Le azioni di Teatro Partecipato eleggono la piazza e la strada a spazi privilegiati per l’incontro col pubblico, trasformando così gli spazi pubblici da luoghi di diffidenza ed ostili, a luoghi di incontro e condivisione.
Il recupero dello spazio pubblico diventa un atto concreto di chi si schiera dalla parte dell’arte, della creatività e della partecipazione, contro un sistema che ci relega tra le mura di casa, di fronte alla televisione, al computer, al tablet, in solitudine.
Nelle azioni il soggetto è sempre collettivo, non c’è un protagonista individuale.
A ispirare il lavoro del gruppo sono immagini, foto, oggetti, aneddoti e canzoni popolari sui quali si comincia a creare una drammaturgia.

I partecipanti al laboratorio: i non-attori
Gli attori coinvolti nel Teatro Partecipato sono da noi chiamati non-attori, cittadini-attori non professionisti, che attraverso gli spettacoli raccontano la storia del paese, della città, del quartiere, i suoi miti, le sue leggende, i momenti chiave della storia comune, al fine di riscattare l’identità collettiva e individuale.
Far parte del gruppo di Teatro Partecipato significa entrare dentro una microsocietà con tutti i diritti e i doveri che ciò comporta, quindi rinunciare al proprio individualismo, lavorare in collettività, avere attenzione verso l’altro e condividere tutto.
E’ un teatro che recupera la festa come rito e non ama le forme del teatro psicologico. C’è infatti un’attenzione alla coralità del teatro che prende le distanze dall’intimismo del dramma introspettivo borghese, sostituendo la voce collettiva del coro alla parola del singolo individuo.
Il Teatro Partecipato dà voce alla coscienza sociale del gruppo e si impegna a renderla pubblica e a trasmetterla agli spettatori.
L’attore professionista è portato a razionalizzare il suo lavoro, a capire perché fa ciò che fa, quali sono gli obiettivi, come raggiungerli.
Questo aspetto intellettuale non esiste nella pratica del non-attore, perché altrimenti egli perderebbe la sua “innocenza”, che è il vero patrimonio del non professionista.

La pratica del laboratorio
Nella pratica del Teatro Partecipato elementi chiave sono il gioco, l’improvvisazione e il canto in coro.
Per quanto si tratti sempre di non-attori, non professionisti, il risultato cercato non è mai dilettantesco, ma punta alla qualità del prodotto e alla sua efficacia su chi guarda, da un punto di vista non solo etico ma anche estetico.
Insieme si costruiscono azioni-situazioni vere o inventate dove molto forte è l’aspetto popolare, perché è il popolo stesso che parla al popolo; si crea un circolo virtuoso dove soggetto e oggetto coincidono e si aspira al miglioramento, se non dell’umanità intera, delle micro-relazioni quotidiane, personali.

Le proposte:
proponiamo un laboratorio interculturale e intergenerazionale, aperto a tutti i cittadini.
formeremo un numeroso gruppo dove siano presenti età, nazionalità, culture, origini, esperienze diverse e differenti, perché è proprio da questa complessità che nasce un teatro di tutti e per tutti.
durata minima laboratorio: 15 ore


Il gruppo di formatori TDM che parteciperà al progetto condivide un approccio didattico
non-formale fondato su una cultura “di gruppo” collettiva e sulla condivisione partecipativa.
Le competenze dello staff sono principalmente artistiche e teatrali con capacità specifiche legate al lavoro in spazi aperti: capacità di gestire relazioni con altre culture a contatto con un pubblico di diversa estrazione sociale.
Il gruppo di formatori comprende pedagoghi con competenze specialistiche nell’ambito della pedagogia teatrale fra di loro complementari: ritmico-vocale, linguistica-drammaturgica, visivo-scenografica, coreografica, coordinamento gestuale.
Accomuna i formatori una approfondita conoscenza della prossemica e della gestualità che facilita la capacità di gestire gruppi eterogenei di discenti, per cultura, età, interessi, scolarizzazione, lingua.