LA PICCOLA CASA DEI GRILLI

di Gigi Bertoni
con Angela Pezzi, Paola Sabbatani
scene e costumi Maria Donata Papadia
progetto luci Marcello D'Agostino
regia Alberto Grilli

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La storia che andiamo a raccontare è quella di Marianne, e si svolge nella Germania dei cosiddetti anni di piombo, e proprio al film di Margarethe Von Trotta che ha questo titolo, "Anni di piombo"(1980), è liberamente ispirata.

Marianne è incarcerata con l'accusa di terrorismo, di appartenere a un gruppo terrorista.

Angela , sola in scena, è nello spettacolo la sorella di Marianne. E l'azione si svolge nella casa dell'infanzia, dove Angela torna, qualche tempo dopo la morte in carcere di Marianne. Suicidio, le hanno detto. Ma è possibile che una donna fragile ma combattiva, possa uccidersi nella cella in cui è isolata, strettamente sorvegliata giorno e notte?

Angela è andata alla ricerca della prova e l'ha trovata: sua sorella è stata uccisa, certamente non poteva essersi impiccata a una corda (quella che gli hanno mostrato) che non regge un peso uguale a quello che aveva Marianne il giorno della sua morte. Ma questa prova non serve a nulla, contro la ragion di stato.

Questo è uno spettacolo che cerca di riflettere sulla violenza: in molte sue forme, quella del potere, quella di chi il potere combatte. E cerca una umanità, una risposta di umanità nella dimensione disumana della violenza. Angela è sempre in scena, e alla fine, è la storia di Angela che si propone in primo piano, mentre quella di Marianne resta sullo sfondo. La storia di una verità inutile, e di una battaglia vinta e perduta nello stesso momento. Lo spettacolo comincia con Angela che ritorna nella casa dove ha vissuto con la sorella, e rivive alcuni momenti della sua vita: e proprio con le forme di una leggenda che la loro nonna tante volte gli aveva raccontato, a sua volta mostra il momento culminante dello spettacolo, quello della prova...

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