L'INCREDIBILE STORIA DELLA CANDIDA ERENDIRA E DELLA SUA NONNA SNATURATA
spettacolo di teatro di strada per piazze o spazi aperti

•leggi il testo dello spettacolo

Il Gruppo ha sviluppato il proprio lavoro in strada arrivando a comporre uno spettacolo per spazi all'aperto protetti, piccole piazze o cortili. Abbiamo cercato una forma che consentisse, da una parte di lavorare con lo spirito dello spettacolo in movimento e all'aperto, dall'altra di conservare il racconto, la voglia di mostrarsi attraverso la storia. E' un teatro che vuole divertire, incantare, ma anche parlare del nostro desiderio di libertà. Guardiamo al Sud America come un "mondo lontano" che ci riempe gli occhi di colori, di suoni conosciuti, di sapori amati. Nello spettacolo coesistono ballate e giochi acrobatici con trampoli, brani musicali e dialoghi con il pubblico, marionette giganti e duelli, danze e macchine sceniche. Sfruttando la fisionomia del luogo dell'azione, il pubblico viene guidato in una narrazione continua che vuole sì divertire, ma anche offrire una "storia" da ricordare, a cui ripensare. La storia è ispirata alla novella omonima di Gabriel Garcia Marquéz, ma anche altre novelle sono entrate in quella durante il lavoro. I personaggi hanno nomi noti quindi, a chi abbia letto l'opera dello scrittore colombiano: ma per noi sono anche altro. Sono un ponte verso un popolo e le sue storie. Sono un soffio particolare, un clima, un ambiente. E sono tutte le storie raccontate. Allora, il desiderio così naturale di Erendira di affrancarsi dalla servitù -in Garcia Marquéz espressa non a caso attraverso la vendita del corpo- ci appare un più generico e storico desiderio di libertà. Per converso, l'influenza della nonna è la sua tradizionale possibilità di educare all'obbedienza, perché è educatrice, ed è morigerata, e religiosa. Pelosamente religiosa e sfruttatrice davanti alla volontà di guadagno. Babilano, venditore e per estensione "commerciante", ci è sembrato che avesse tutte le caratteristiche per diventare un degno rappresentante della classe borghese, ovvero "commerciante", in un procedimento semplificatore, per simboli, che mira ad ottenere un riscontro di chiarezza nel pubblico. I due banditi, mercenari della propria forza, sono qui quell'esercito che è sempre "legalmente" dalla parte dei potenti, strenuo, spesso pagando con corpi di uomini, difensore di chi ha il potere politico-economico. Qui vanno naturalmente al soldo di Babilano, pronti a difendere la nonna-tradizione. Su tutti incombe la Morte. Nelle fattezze accattivanti del Fotografo o del Marinaio, parti comiche dello spettacolo, ella si cala nella nostra storia per siglare i tre momenti di "violenza" della ribellione di Erendira. Così troveranno una morte sia la nonna che Babilano e i due banditi. Ma tutti beneficeranno di una "normale" resurrezione teatrale, ad indicare che anche nella vita questi tre poteri, con altri, sopportano ben altro che una rivoluzione, e continuano in nuove (non necessariamente....) forme a determinare dei destini della gente comune.

•ARCHIVIO FOTOGRAFICO