IL CYRANO DI BERGERAC (ovvero il cavaliere diseguale)

di Gigi Bertoni liberamente tratto dall'opera di Edmond Rostand
con Angela Pezzi, Maria Regosa, Paola Sabbatani, Sauro Rossi, Renato Valmori
scene e costumi Maria Donata Papadia
progetto luci Marcello D'Agostino
regia Alberto Grilli

produzione E.R.T Emilia Romagna Teatro

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Lo spettacolo

Uno sguardo sui meccanismi del teatro. Come in Questa sera si recita a soggetto, e in Sei personaggi in cerca d’autore... Salvo che Cyrano di autori ne ha almeno due... Insomma: in questa occasione, un gruppo di teatro prova il Cyrano davanti al pubblico. Ovvero un gruppo di studenti partecipa alle prove del Cyrano di Bergerac di Edmond Rostand… come si vuole. Quella che ne emerge è una vivisezione del corpo teatrale, una lezione di anatomia del teatro su come si costruisce uno spettacolo contemporaneo a partire da un testo classico, e come si cerca di giungere ad un senso nuovo, aggiungendo nuove parti, mantenendo quello che ancora ha significato per noi (le scene della descrizione di sé), sottraendo quello che è non più necessario (il tema dell'amore e il personaggio di Rossana).

Perché il Cyrano

Il tema di questo spettacolo non è l'amore romantico, come la scelta del testo potrebbe far pensare (del resto, Cyrano non può essere romantico senza la sua Rossana, e noi ce la siamo proprio dimenticata...). Ma è la diseguaglianza, la diversità. E quando parliamo di diversità intendiamo una diversità interiore: sentirsi diversi, e quindi inferiori agli altri. E Cyrano è proprio questo, e con le sue parole ci dà una splendida descrizione di questa "differenza" dal gruppo. Cyrano è un grande poeta, un abilissimo spadaccino, con un enorme tallone d'Achille: egli non si sente degno dell'amore terreno per colpa dello smisurato naso che ha al centro della faccia. Cyrano allora, pur capace di tutto, è incapace di credere di poter essere amato perché è "brutto". Questa è la chiave di lettura, neppure troppo celata nel testo originale, che abbiamo privilegiato: la storia descritta da Rostand nasce da questa mancanza di fede in sé. A noi pare che questa stessa mancanza di sé sia un problema vissuto in prima persona dalla stragrande maggioranza dei ragazzi (non credersi abbastanza bravi, belli, simpatici, ecc. per poter raggiungere, o poter competere per quell'obbiettivo), ragazzi di tutte le età che hanno timori ovviamente differenti a seconda che abbiano dieci, quindici o venti anni. Per questa ragione crediamo che possano trovare motivo d'interesse in questo Cyrano, e che quindi lo spettacolo sia adatto ai pubblici di tutte le età.

Il tema di lavoro: il rapporto con le diversità (etniche, sociali…)

Nelle parti originali, che come sempre contrappuntano il racconto del testo indicato nel titolo, sviluppiamo - esplicitandoli - proprio i temi della coesistenza e dell'integrazione, del rispetto degli altri... Perché non solo è utile, ma è necessario parlare di buona accoglienza nei confronti di chi viene a portare (e spesso è costretto a farlo) la propria cultura, il proprio lavoro, le proprie tradizioni nel nostro paese, ed è naturalmente portato a porsi "un gradino sotto" nel suo rapporto con noi, gli uguali, gli italiani, i cattolici, i bianchi. Rendere esplicito un problema, che ha per noi aspetti più psicologici, e per un ragazzo non-uguale aspetti anche sociali, per contribuire a comprendersi meglio. E noi siamo convinti che sia importante portare nelle scuole (che ormai ospitano molti studenti immigrati) un tema legato alla vita quotidiana anche se non con accenti gravi: la coscienza e la riflessione condite con l'allegria e la comicità di Cyrano.

L'allestimento

Uno spettacolo per il palcoscenico, per gli spazi all'italiana, ma il gruppo di attori si muove nello spazio totale della scena. Gli attori raccontano di come si costruisce uno spettacolo, di come si lavora sulle sfacettature di un personaggio, e così discutono del perché Cyrano sia diseguale, e quanta colpa stia nella gente che lo circonda. Gli ingredienti sono gli stessi degli spettacoli precedenti: un teatro d'attore che esprime una grande energia nel lavoro, e poi il canto, e musica dal vivo (anche se non necessariamente tutta la musica). Le scene e i costumi sono, come di consueto, molto essenziali.

ETA' CONSIGLIATA: secondo ciclo elementare, medie inferiori

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