TEATRO CONDIVISO workshop
progetto di laboratori teatrali per ragazzi e giovani
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Questo progetto vuole essere il modo in cui condividiamo i nostri spettacoli di strada con gruppi di giovani nuovi compagni di gioco, per ridare vita ogni volta e in forme diverse al frutto di anni di ricerca artistica.
Il nostro lavoro di strada è diventato sempre di più veicolo di socialità: partecipando alla creazione di uno spettacolo i ragazzi vengono stimolati ad avere relazioni con l’altro e coltivano uno spirito di collaborazione che il teatro vissuto in forma di gioco esalta e rafforza.

PERCHE’ QUESTA PROPOSTA
Il nostro gruppo, Teatro Due Mondi, da molti anni propone spettacoli in strada, pensati per un pubblico popolare e di età indifferenziata e creati con attenzione a tematiche e contenuti che riguardano le giovani generazioni, il loro futuro.
Perché si possa, attraverso l’esperienza artistica, crescere meglio e più consapevoli.
Abbiamo perciò da tempo messo in moto una pratica che oggi riassumiamo, dopo molte verifiche e strategie, in maniera semplice nel progetto UN TEATRO CONDIVISO.
Attraverso un laboratorio teatrale e l’incontro con tecniche espressive diverse, proponiamo a un gruppo di ragazzi (e qui usiamo il termine ragazzi come un grande contenitore che va dai bambini di età scolare agli adolescenti) di realizzare assieme a noi (e quindi al gruppo di attori adulti) uno spettacolo di strada.

COSA POSSIAMO FARE
Possiamo lavorare, e di seguito spiegheremo dettagli e differenze, su tre diversi spettacoli del nostro repertorio: Fiesta, Carosello, Oriente.
Possiamo proporre laboratori lunghi, intensivi o scanditi nel tempo in tappe tematiche.
La caratteristica importante di questa proposta è l’incontro di un gruppo con un altro gruppo; un gruppo di lavoro artistico, consolidato negli anni e che riassume diverse e complementari competenze incontra un gruppo di ragazzi, diversi per esperienza, personalità, storia.
Da questo incontro tra “gruppi” nasce un risultato nuovo e condiviso, che si ispira come traccia di partenza agli spettacoli del TDM ma che trova ogni volta una sua fisionomia e identità.

A CHI PROPONIAMO QUESTO PERCORSO
Ovviamente la proposta è per ogni tipo di contesto, ma crediamo che possa risultare efficace in maniera evidente soprattutto in contesti difficili, e dal punto di vista dell’infanzia, svantaggiati.
Sappiamo che spesso i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, sono gli anelli più deboli delle società.
In particolari ambienti sociali, quelli per esempio più colpiti dalla povertà, dall’assenza delle famiglie, dall’abbandono scolastico, il mondo dell’infanzia ha un difficile rapporto con gli adulti.
La nostra esperienza ci insegna che il “fare arte, produrre cultura” dei bambini ha il potere di migliorarne la qualità di vita, le condizioni psicologiche e sanitarie e l’apprendimento, e permette - a chi di loro ha subito soprusi o vissuto in condizioni di vita a dir poco disperate- un recupero di dignità e di appartenenza ad una comunità, o a un gruppo.
Acquisire dignità di persona è possibile anche attraverso il teatro se si è aiutati dalla vita fittizia di un personaggio. Arte universale composita che integra e fonde linguaggi diversi, il teatro è un processo di apprendimento continuo che contribuisce a sviluppare la coscienza critica in tutti coloro che in qualche modo ne sono coinvolti. E’ un percorso che può risvegliare e portare alla luce capacità e potenziali nascosti, permettere l’analisi e la discussione di problemi, diffondere messaggi positivi, promuovere la partecipazione dei singoli e di tutta una comunità alla soluzione condivisa dei problemi dello sviluppo. Grazie a questo tipo di teatro, i bambini possono finalmente portarsi al centro dell’attenzione, sollevare problemi e sollecitare risposte agli adulti.
Adulti che durante lo spettacolo si trovano, spesso per la prima volta, ad osservarli con attenzione, senza pregiudizi, e ad ascoltarli silenziosi, interessati e, perchè no, divertiti.

IL PUNTO DI PARTENZA: i nostri spettacoli e i bisogni dei ragazzi
Il teatro diventa quindi uno strumento per dare risposta ai bisogni, per scatenare le domande inespresse, per fare nascere curiosità, per svelare abilità e interessi.
Proponiamo laboratori finalizzati alla creazione di spettacoli, ma il processo creativo fatto dai ragazzi risulta essere il punto qualificante: il lavoro sul corpo e sulla voce, la percezione dello spazio e del tempo, l’allenamento alla fantasia e alla creatività, l’uso della musica, la costruzione di maschere e oggetti.
Il punto di arrivo di tutto il processo-percorso è una creazione collettiva adulti-ragazzi che sviluppi nei giovani l’esplorazione e la scoperta di sé.

PERCHE’ LA STRADA
Abbiamo scelto con questo progetto di proporre ai ragazzi di costruire uno spettacolo, o una grande parata, non per i teatri, ma per la strada.
E questo per permettere all’esperienza artistica del gruppo di incontrare, in strada, la comunità.
I ragazzi spesso vivono per la strada in situazioni difficili, o sono emarginati o esclusi. Scendere in strada attraverso il teatro, e in un gruppo numeroso composto da “attori” di diversa età, è un modo forte e incisivo di farsi largo, di mettere il proprio pensiero e i propri sogni, i propri dolori e le proprie gioie al centro dell’attenzione degli altri.
E possiamo farlo in maniera poetica e artistica, con linguaggi accessibili a tutti, usando il teatro in strada come strumento di una nuova relazione tra gli abitanti di una comunità.
Uno degli scopi di questo laboratorio è rafforzare nei ragazzi il coraggio di vivere gli spazi all’aperto in maniera creativa, non servono né palcoscenici né spazi particolari, solo la strada, la piazza, il cortile; uscire da luoghi protetti (la casa, la scuola) senza timore di essere a contatto con gli altri.

LO STRUMENTO: il lavoro di gruppo
Il lavoro di gruppo, che è da sempre la strada intrapresa dal TDM, diventa un questo progetto lo strumento per costruire una spazio comune tra gli adulti e i ragazzi.
L’esperienza e la forza del gruppo, che si traduce in capacità di raccontare e mostrare tecniche diverse, riesce a creare modalità basate sulla fiducia, sull’ascolto reciproco.
La forza di questa proposta è l’idea che l’esperienza teatrale si alimenta grazie alla vicinanza tra adulti e ragazzi; l’unione tra questi due mondi dà ai ragazzi la possibilità di imparare imitando, e quindi giocando assieme ai grandi.
Questa modalità di lavoro, adulti e ragazzi – professionisti e “non attori”, continua la nostra ricerca di un teatro possibile con ogni tipo di partecipanti

La vicinanza tra gli attori e i ragazzi, il lavoro collettivo basato sull’imitazione, sviluppa ai giorni nostri una antica modalità di apprendimento delle tecniche, l’imitazione da parte dei giovani verso i “maestri”.
E’ un tipo di relazione, così presente nel mondo artigianale e agricolo, che si sta perdendo nella realtà contemporanea, ma che riteniamo fondante per chi si avvicina al mondo dell’arte e della creatività.
Quindi abbiamo da un lato una vicinanza fra adulti e bambini/ragazzi e dall’altro il teatro che è uno strumento che stimola lo spirito collaborativo fra i ragazzi come ulteriore percorso di crescita individuale e rafforzamento delle proprie capacità anche creative.

LE TECNICHE
In base alla durata del laboratorio e all’età dei partecipanti possiamo affrontare diverse tecniche lavorando su alcuni elementi del nostro spettacolo (Fiesta, Carosello, Oriente) scelto come traccia di lavoro:
•il movimento corale in strada (imparare strutture coreografiche dello spettacolo)
•suonare percussioni (imparare i ritmi dello spettacolo)
•costruzione e utilizzo della maschera
•costruzione di pupazzi giganti – imparare come muovere i pupazzi
•espressione fisica – studiare il personaggio
•l ’uso della voce in strada – imparare alcune canzoni dello spettacolo
come sorprendere lo spettatore in strada – studiare l’espressività del corpo e degli occhi.

TRE PROPOSTE, tre diversi modi di costruire uno spettacolo nuovo
Le tre diverse ipotesi che proponiamo si differenziano per l’età dei ragazzi a cui sono rivolte, per la storia e i contenuti che si vogliono e possono sviluppare. Sono quindi percorsi simili nelle modalità di apprendimento delle tecniche, ma diversi nelle forme finali.

1) CAROSELLO
Destinatari: ragazzi dai 6 ai 12 anni
I temi di questo laboratorio sono quelli, così relazionati tra loro, della cittadinanza Europea, dell’accoglienza e della solidarietà.
Gli animali – che i fratelli Grimm ci hanno fatto conoscere come “i musicanti di Brema” - escono dalla loro favola, si perdono nelle nostre città e ci raccontano una nuova storia.
L’asino, il cane, il gatto e un’oca incontrano una cicogna, che sta facendo il suo lavoro di distribuire bambini nelle famiglie del mondo, un po’ disorientata davanti a un indirizzo irrintracciabile…
Di qui si parte per il racconto di CAROSELLO nel nostro tempo, sulle strade dei nostri Paesi, e infine dell’Europa.
Lo spettacolo itinerante che verrà costruito parlerà dell’importanza di accogliere chi arriva da lontano, soprattutto se è un bambino, indipendentemente dalla sua provenienza, dal colore della sua pelle, perché la storia del mondo è esattamente la storia degli spostamenti dell’uomo tra un luogo da cui bisogna allontanarsi, o fuggire e un luogo migliore nel quale approdare e costruire il futuro.
I ragazzi saranno, con maschere di animali, i protagonisti della storia, e condurranno il pubblico in un viaggio alla ricerca di Madame Europe e della città ideale, che dovrebbe essere, nei nostri sogni, una grande famiglia allargata.
Carosello invita gli spettatori a riflettere in modo poetico, ironico e sfumato sui nostri tempi e su come il mondo stia cambiando: un mondo dove si può ancora sognare un lieto fine e dove tutti si mescolano in un grande carosello di colori. Per questo il colore è un elemento molto importante nello spettacolo. E’ quello delle maschere e dei costumi degli animali. Quello delle voci che, nelle brevi parti narrate, alternano diverse lingue europee, privilegiando la lingua della nazione che ospita Carosello. È il colore del canto che attraversa tutto lo spettacolo, giocando con canzoni conosciute in tutta Europa, molte delle quali hanno come protagonista un animale.

2) FIESTA
Destinatari: ragazzi dai 6 ai 18 anni
Il tema di questo laboratorio è quello del passaggio dall’infanzia all’adolescenza.
Il tema di questo laboratorio è quello del passaggio dall’infanzia all’adolescenza.
Lo sviluppo della propria individualità e personalità segna i difficili anni di questo passaggio: la conquista di una propria indipendenza è un momento fondamentale per diventare adulti.
I personaggi di FIESTA diventano quindi metafora di questo percorso di iniziazione, simboleggiando le difficoltà che ogni ragazzo deve affrontare nel crescere.
Tutto è giocato in chiave comica e grottesca: i partecipanti porteranno le loro esperienze e i loro racconti per aggiungere alla ”favola” elementi e fatti tratti dalla vita vera.
Fiesta è uno spettacolo itinerante che trasforma le strade in una festa di ambiente sudamericano.
Ritmi di tamburi, personaggi alti tre metri con volti di cartapesta, colorati costumi rattoppati, bandiere e fischietti, fuochi… Fiesta si avvicina, la gente si prepara a seguire la allegra e fantasiosa parata.

3) ORIENTE
Destinatari: ragazzi dai 12 ai 18 anni
Il tema di questo laboratorio è quello della ribellione contro le oppressioni, del diritto a essere liberi.
In questo laboratorio i ragazzi, artisti dilettanti o professionisti vengono coinvolti nello spettacolo Oriente. I componenti del Teatro Due Mondi ricostruiranno con loro gli elementi dello spettacolo: movimenti corali, ritmi, canzoni, personaggi. Attraverso una storia ambientata in un Oriente fantastico, i ragazzi potranno partecipare ad un vero e proprio spettacolo, fatto di una semplice drammaturgia che può facilmente essere adattata alla lingua del posto, di personaggi e situazioni che possono moltiplicarsi, di inseguimenti e combattimenti che raccontano della ribellione ad ogni forma di oppressione, e della possibilità collettiva di costruire un mondo giusto e libero.
Oriente è uno spettacolo di strada itinerante. Attraverso una successione di tappe e trasferimenti racconta una storia. Gli attori arrivano e ripartono, entrano in scena e ne escono correndo sui loro trampoli di diverse altezze, suonando percussioni e spingendo carretti che amplificano le musiche da banda siciliana che accompagnano il corteo.
Le scene si susseguono e costruiscono una dopo l’altra un percorso d’attenzione attraverso la città. In un paese immaginario, un lontano oriente da favola, un gruppo di contadini canta con rabbia la canzone della vita, una canzone che parla di miseria e di lavoro. Il Tiranno, che governa il paese, teme che questa rabbia si trasformi in ribellione, perciò gli tende un agguato e li uccide.
Ma non tutti i contadini muoiono. Nascosta tra i cadaveri sopravvive una donna col suo bambino. Entrano in scena due vecchi comici ambulanti, che si esprimono in un buffo cinese e vestono maschere e costumi che ricordano l’Opera di Pechino. Sono sudditi del Tiranno, ma prendono a cuore la vicenda della giovane donna, e decidono di aiutarla. Quando arrivano i soldati - alti e feroci sui loro trampoli - la nascondono e fuggono con lei.
Inizia così l’inseguimento. Tra astuzie, risate, tenerezze, sospiri e sottili paure, il pubblico viene coinvolto, accerchiato dallo spettacolo. Prima accompagna gli attori, poi entra nella storia - frapponendosi tra i fuggitivi e i soldati, arruolandosi tra i ribelli per la cacciata del tiranno nella scena finale.

I LABORATORI DENTRO I LABORATORI
All’interno di ciascuno dei tre percorsi sopra indicati si sviluppano sezioni di lavoro dedicate ad esercizi sul corpo, la voce, la danza, il canto, la musica con percussioni ed ogni altra tecnica che possa servire ad realizzare lo spettacolo finale. Tutto verrà proposto in forma “divertente” e leggera, ma nello stesso tempo con la serietà che si richiede nell’affrontare una importante esperienza formativa.

Due tecniche in particolare richiedono più tempo a disposizione, e a seconda della progettualità concordata con gli organizzatori-promotori è possibile svilupparli in maniera specifica, dedicando più ore di lavoro e più energie

Costruzione di maschere teatrali in cartapesta su calco del volto
La costruzione segue una precisa sequenzialità e ritualità: gessatura del volto, realizzazione del calco, costruzione della maschera in cartapesta.
La lavorazione finale della maschera potrà rispecchiare il volto o essere una libera costruzione della fantasia.
Ogni partecipante, a laboratorio concluso, potrà conservare il proprio calco.
Durata: 8 incontri di 3 ore ciascuno

Costruzione di maschere teatrali in cartapesta
Realizzazione della forma base in argilla con inserimento di particolari caratteristici del personaggio.
Ricopertura con cartapesta.
Decorazione.
Durata: 5 incontri di 3 ore ciascuno

Trampoli: il più piccolo palcoscenico del mondo
Come sperimentato dal TDM in diverse occasioni, è possibile in pochi giorni riuscire ad insegnare ai ragazzi le elementari tecniche d’uso dei trampoli.
E’ una attività che è preferibile svolgere all’aria aperta, su un prato, e richiede solo la preparazione di un numero congruo di coppie di trampoli di altezza rapportata all’età dei partecipanti.
Durata: 5 incontri di 3 ore ciascuno