IL CERCHIO DI GESSO

di Gigi Bertoni
con Angela Pezzi, Paola Sabbatani, Renato Valmori, Barbara Wolf
scene e costumi Maria Donata Papadia
luci Marcello D'Agostino
regia Alberto Grilli

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Il CERCHIO DI GESSO, liberamente tratto dall'opera omonima di Li-Hing Tao, XIII secolo, e da "Il cerchio di gesso del Caucaso" di B. Brecht. Nasce sotto i colori dell'ERT Emilia Romagna Teatro Teatro Stabile Regionale questa produzione del Teatro Due Mondi per la stagione di teatro ragazzi (e "nonsoloragazzi", come sempre). E' una liberissima rielaborazione di una "vecchia leggenda cinese del 1200", "Il Cerchio di Gesso", scritta da Li-Hing Tao. La stessa storia che Brecht trasformò, anch'egli intervenendo molto liberamente, e trasferì nel Caucaso. Di quella abbiamo conservato alcuni elementi, come l'ambientazione, molti nomi dei personaggi; e a questi abbiamo amalgamato alcune parti dell'opera di Brecht, e ci siamo letti anche altre storie analoghe, in qualche modo facendole fruttare ("Il giudizio di Re Salomone" da Il libro dei Re dell'Antico Testamento; "La Favola del figlio cambiato" di Luigi Pirandello).Una volta assimilati i materiali, tra tutte le storie possibili abbiamo scelto di raccontare al nostro pubblico una trama molto semplice, coi soli personaggi strettamente indispensabili: la storia di un bambino con due madri che per ragioni diverse e palesi lo vogliono con sé e abbiamo volutamente cercato un linguaggio scenico capace di parlare anche ai bambini. Così forse sarà possibile parteggiare per la madre naturale o quella "adottiva" (la giovane Gruscia) o capire le ragioni che muovono una storia che mette in campo e in discussione valori centrali per l'educazione: la forza di un rapporto che cresce tra Gruscia e il bambino, la fatica che ci costa ogni affetto, ecc.Lo spettacolo è stato costruito per un normale teatro all'italiana, caratterizzato architettonicamente dalla tradizionale divisione tra palco e platea: tra quel che è finito e accade lassù, e quel che è vero (noi, la nostra vita) ed è quaggiù. Ma la parte che solitamente è riservata la pubblico questa volta è ingombra di pezzi di scenografia; e due e tre, quattro ponti sono lanciati tra le due parti perché simbolicamente il vero possa salire sulla scena, e materialmente la storia possa discendere in platea. Tutto è spazio della scena, e noi seduti in mezzo ci siamo dentro, e siamo circondati dall'azione. La musica è suonata dal vivo dagli attori.Allora il suono vero dei tamburi e dei violini (o dei fiati, o delle fisarmoniche) si mescola alla presenza finta delle maschere e degli attrezzi di scena che servono agli attori per dipanare la storia e raddoppiare i personaggi. In uno spazio così trasformato (per i palchetti eretti qua e là tra le poltrone, per la scenografia che scende in platea) e grazie anche al movimento degli attori tra il pubblico, viene a crearsi una situazione davvero insolita per le abitudini del pubblico del teatro.BAMBINI: Il nostro lessico teatrale, elaborato in spettacoli di pagliacci, ombre, tamburi e trampoli, ci ha consentito di parlare ai bambini e ai ragazzi in Italia e all'estero. Al nostro lavoro artistico si aggiungono ore trascorse a lavorare coi più piccoli, per fare spettacoli segreti insieme, ore e ore a discutere e insegnare e imparare dalle maestre. E senza quei due tre anni di lavoro preliminare, sorprendente e non programmato, chissà quale spettacolo avremmo ora, senza quegli esperimenti dei ragazzini...TECNICHE: Per raccontare questa storia, lo spettacolo si articola in alcuni momenti corali (la guerra: tamburi, bandiere, soldati..) e altri narrativi (il processo). Vengono utilizzate quindi sia tecniche proprie del teatro di strada, la musica dal vivo, col coinvolgimento dello spazio complessivo del teatro (palco più platea), sia tecniche più tradizionalmente da palcoscenico (del teatro di attore e di figura).VALORI: E se una parola ancora va aggiunta, è per dire che abbiamo cercato di fare uno spettacolo di valori. E che potremo dire di essere riusciti nel nostro intento se questa nostra metafora, questo racconto della storia di un bambino, sarà capace di rimanere nella memoria dei bambini che ci guarderanno per lungo tempo ancora dopo la fine dello spettacolo.

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