Teatro Due Mondi - Casa del Teatro - Comune di Faenza - Regione Emilia Romagna - MiBACT

PROGETTO RESIDENZE - LA STANZA DEGLI OSPITI
Intesa fra Governo, le Regioni e le Province Autonome prevista dall’art. 45 del D.M. 1.7.2014 e sancita il 18.12.2014.
Progetto Interregionale di Residenze Artistiche realizzato con il contributo di Mibact, Regione Emilia Romagna, Teatro Due Mondi.

Anno 2018 alla Casa del Teatro di Faenza
Il progetto vuole favorire la permanenza in Residenza di artisti e formazioni attraverso attività creative di ricerca, di studio, di qualificazione delle professionalità artistiche coinvolte, di allestimento e prove, nonché di confronto con il territorio, condivise fra titolare della residenza e ospite. Le attività condivise prevedono il tutoraggio dell’ospite attraverso consulenze artistico-culturali e/o assistenza tecnico-organizzativa.

Gin gin (ovvero di cosa si parla quando si parla)
Rita Frongia teatro

Residenza interregionale in collaborazione con Armunia Castiglioncello, Drama Teatro Modena

Tematica del lavoro
Gin gin (ovvero di cosa si parla quando si parla) è l’ultima fase del progetto La trilogia del tavolino, anno 2013 La vita ha un dente d’oro, anno 2016 La vecchia.
Che cosa tiene insieme questi tre lavori: due attori e un tavolino, un cadavere: un cadavere presente ne La vita ha un dente d’oro, un cadavere futuro ne La vecchia, un cadavere passato in Gin gin (ovvero di cosa si parla quando si parla), la forma della commedia.
Avrei voluto scrivere improvvisazione come primo punto. Ma ho timore degli equivoci che libera questa parola. Si pensa immediatamente all’happening, nella migliore delle ipotesi, oppure si immagina che il percorso attraversato dagli attori provenga da chissà quale dio ispiratore che fa loro la grazia di invenzioni-coerenti-estemporanee. Per ovviare a un’immaginario irrealistico (davvero si pensa che l’arte dell’attore.o del poeta sia così semplice e che l’ispirazione possa sopperire allo studio e al lavoro? (Alle 21 di quella data replica si trova l’influsso magico che tutto risolve?), dicevo che per scansare gli equivoci chiamerò questo elemento non improvvisazione ma restituzione di prima intenzione (cit. Carmelo Bene)
ecco, questi due lavori chiedono e prevedono un alto tasso di restituzione di prima intenzione.
Solo un percorso forte e flessibile come il giunco può sostenere il carattere mobile di un copione e suggerire una “postura d’organi” che permetta agli attori di costruire artificio in tutta sincerità.
È proprio la natura della ripetizione, della replica- cosa di per sé mortale- che chiede una restituzione di prima intenzione.
Sento di poter dire che la struttura drammaturgia dei primi due lavori è forte e flessibile. Del terzo non so, lo spero, lo stiamo ancora provando.
Presumo che dovrei parlare di una drammaturgia rigorosa ma non mi piacciono i rigori né quelli invernali né teatrali. È sciocco applicare regole fisse con rigore quando la materia di cui ci si occupa è una forza di natura mobile.
La chiacchiera vuole essere il tema di Gin gin (ovvero di cosa si parla quando si parla). La chiacchiera ha a che fare sia col concetto di improvvisazione che col concetto di ripetizione. La chiacchiera è generatrice di inizi come l’improvvisazione, ma la chiacchiera è anche ripetizione quando esibisce formule e certezze, ciò che chiamiamo il luogo comune viene sempre in soccorso in assenza di idee e riflessione.
La chiacchiera è rimestìo di parole scheggiate da un uso incauto. Sarebbe bello poter curare le parole scheggiate con foglie d’oro, come fanno i giapponesi con l’arte del Kintsugi.
La chiacchiera non può che essere autoreferenziale. La chiacchiera non possiede un fuori di sé, se lo avesse non sarebbe chiacchiera, per la chiacchiera l’oggetto non è reale.
La perdita di attenzione verso le parole le rende violente senza possibilità di redenzione, perché è una violenza inconsapevole e spesso invisibile. Nessuna nuova apparizione è evocata dalle parole di una chiacchiera. Penso agli spiriti che sempre aleggiano invece nel discorso: voci del passato, maestri, rimandi, echi. La chiacchiera si accontenta di un lenzuolo bianco per simulare un fantasma.
Poi c’è la chiacchiera del non detto perché noi siamo principalmente quello che non diciamo
C’è chiacchiera anche nel movimento quotidiano.
La chiacchiera può generare silenzio e canto oppure può produrre rumore. Un rumore pericoloso che genera imbarbarimento. Infine, mi stupisco sempre di come riusciamo a parlare senza pensare.
Modalità
• ricerca in sala e lavoro creativo delle due attrici, Angela Antonini e Meri Bracalente, guidate dalla drammaturga Rita Frongia

Rita Frongia drammaturga
Testi rappresentati
2003 Serata di Gala-omaggio ad H. Pinter, (Coautrice con Claudio Morganti.Teatro Metastasio,Prato)
2004 Waiting for… (Festival Armunia, Castiglioncello)
2005 Il pigiama di Macbeth (Teatro Guanella, Milano)
2006 Waiting long-densing end miusicol- (Teatro Politeama Poggibonsi).
2006 Il cameriere James (Jack and Joe Theatre).
Comincia uno studio approfondito sul Woyzeck di G.Buchner in qualità di autrice e dramaturg con Claudio Morganti :
2008 Woyzeck_studio (Teatro della Tosse, Genova )
2009 C’è un buio che sembra d’esser ciechi -lettura acustica
2008 Scimmia (Castiglioncello)
2011 Studio numero 5 per Woyzeck ( Fabbrica Europa, Firenze)
2012 Ombre Wozzeck-operina musicale per uomini ombra di poche parole (Teatro dell’Arte,Milano).
2012 Solomè (Coautrice, produzione Cantharide, Teatro delle Ariette).
2013 La vita ha un dente d’oro, con Francesco Pennacchia e Gianluca Stetur.
2014 Canelupo nudo (regia di C. Morganti, Nerval teatro)
2015 Collabora come dramaturg con la compagnia Astorri/Tintinelli per Il sogno dell’arrostito
2016 La Vecchia, regia e drammaturgia, con Marco Manchisi e Stefano Vercelli.
2016 FREIER KLANG, regia di Claudio Morganti.
2016 Umanescenza , ovvero l’arte imperfetta della drammaturgia.
Dal 2006 fa parte del L.G.S.A.S. (Libero Gruppo di Studio d’Arti Sceniche) coordinato da Claudio Morganti

Angela Antonini
Vive e lavora a Roma, nasce a Firenze nel 1972, Angela Antonini si diploma nel 1991 presso l?istituto Tecnico per il Turismo e frequentato dal 1992 al 1998 la Facoltà di Architettura di Firenze. Sidiploma nel 2000 come attrice presso la Scuola di Recitazione Laboratorio Nove diretta da Barbara Nativi grazie ad una borsa di studio ottenuta dopo il primo anno di studi.
Si qualifica come dramaturg ovvero “esperta di nuovi linguaggi della scena contemporanea” presso il Laboratorio Multimediale di Comunicazioni dell’Università di Siena DRAMA IN SCENA . Si forma con registi e autori di fama internazionale che hanno introdotto il concetto e la prassi di attore/autore, come lo storico teatrale Masolino D’Amico, l’attrice Gioia Costa, Keir Douglas Elam ordinario dell’Università di Bologna, il regista Stanislav Nordey, Maria Grazia Profeti, docente odinaria di Letteratura spagnola all’Università di Firenze, Jens Hillje per la Schaubuhne e Renosto per il Québec. Continua a formarsi a lungo con l’attore e regista Claudio Morganti e nel 2005 inizia a far parte del LGSAS (Libero Gruppo di Studio di Arti Sceniche) gruppo con il quale continua ancora oggi a portare avanti il lavoro teorico, le pubblicazioni e le attività di studio e di attraversamento scenico.
Ancora allieva viene scritturata per interpretare Jiuliet in After Juliet di Shermann Mc Donald al National Theatre di Londra ed è stata diretta fin dall’inizio dai registi tra i più importanti della scena teatrale europea contemporanea tra cui Martin Crimp, Xavier Durringer, Micheal Marmarinos, Branko Brezovic, Stefan Otteni, Luca Camilletti, Kinkaleri tra i più significativi e poi l'incontro fondamentale con il regista e attore Claudio Morganti con cui inizialmente prepara uno studio su Giulietta e poi realizza Psykedelik Lager , una messa in scena del testo L'Istruttoria di Peter Weis.
Dal 1998 al 2006 numerose sono partecipazioni come attrice e performer in spettacoli o performance di teatro e teatro-danza in scena nei teatri europei, ha partecipato a tournèe in Canada e Stati Uniti (Montréal, New York), Francia (Parigi, Tolosa), Londra (National Theatre), Sarajevo, Skopie, Germania (Amburgo, Berlino) e in tournèe italiane negli allestimenti del Teatro della Tosse di Genova, Teatro Stabile di Trento, Teatro Litta di Milano, Teatro Nuovo di Napoli, Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, Teatro Manzoni di Calenzano, Festival Sant‘Arcangelo dei Teatri, Teatro Studio di Scandicci.
A partire dal 2006 realizza personalmente alcuni adattamenti tra cui tre studi su La Tempesta di William Shakespeare (Movimento verso un punto chiamato P, Punto e Linea, Ariel) che hanno dato vita allo spettacolo Ariel. Prime luci della tempesta diretto dal regista Massimo D’orzi. Inizia in questo periodo a lavorare sulla realizzazione di monologhi come “Madame Bovary” da G. Flaubert (2008), “Le notti bianche” di Fedor Dostoevskij (2008) per il convegno sulla scrittura dell'autore russo “Laboratorio del pensiero” a cura del Prof. Sergio Givone dell'Università di Firenze, per la rassegna Shakespeare in Jazz realizza uno studio su “Cleopatra” da W. Shakespeare (2011) assieme alla compositrice e pianista Stefania Tallini, e il reading tratto da “Sogno di una Notte di Mezza Estate” di W. Shakespere con il clarinettista e sassofonista Gabriele Coen. Angela Antonini ha interpretato Ofelia in Hamlet per la regia di F. Tatulli nel 2010, è stata in scena con lo spettacolo Acciòn Poética dedicato ai due grandi autori argentini Julio Cortàzar e Alejandra Pizarnik con cui vince il bando “OLTRE IL LIBRO" spettacolo cofinanziato dalla Fondazione Basso, dall’ Istituzione Sistema delle Biblioteche di Roma e Centri Culturali di Roma Capitale. Dedica cinque anni di studio per realizzare e portare in scena in Italia, Francia, Svizzera e Argentina il monologo Candelaio, unica opera del filosofo Giordano Bruno presentato all’interno di numerose e celebri manifestazioni culturali europee ed internazionali come Festival della Scienza di Genova, Shakespeare 450 organizzato dalla Société Française Shakespeare al Théatre Odéon di Parigi, al Festival Bruniano di Nola e presentato con incontri aperti agli studenti in diverse università italiane ed europee come la Sorbona di Parigi. Lavora con Luigi Lo Cascio in LA CITTA‘ IDEALE, con Michele Picchi e Giorgio Pasotti in DIARIO DI UN MANIACO PER BENE, per la televisione con Lodovico Gasparini con cui gira “TRILUSSA. STORIE D’AMORE E DI POESIA” con Michele Placido e Monica Guerritore. Nel 2008-2009 partecipa alle riprese del film “IO SONO L'AMORE” di Luca Guadagnino, nel ruolo di Monica, sorella di Edoardo Gabriellini, con Tilda Swinton, Edoardo Gabriellini, Pippo del Bono, Marisa Berenson.

Meri Bracalente
Attrice e operatrice culturale.
Dopo gli studi classici, consegue la laurea (vecchio ordinamento) in Storia e Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo Storico-Artistico (Storia dell’arte Contemporanea) presso l’Università degli Studi di Macerata. Studia per un anno in Spagna, presso l’Universidad Autonoma de Barcelona. Parallelamente agli studi universitari matura diverse esperienze lavorative nei settori cultura, turismo e nel sociale. Conduce la sua formazione come attrice attraverso un percorso di formazione continuativa, cominciato nel 2004, con numerosi corsi e stage di perfezionamento con attori, registi, drammaturghi, danzatori e artisti della scena contemporanea nazionale e internazionale. Tra questi si indicano: Claudio Morganti, Rita Frongia, Laura Pasetti, Mario Barzaghi, Massimiliano Civica, Leo Bassi, Rita Pelusio, Leris Colombaioni, Cesar Brie, Dos à deux, Marta Bichisao, Enrico Malatesta, Claudio Collovà, Oscar De Summa, Andrea Baldassarri, Mariangela Gualtieri, Chiara Guidi e Yann Marussich. Studia, in un percorso pluriennale, con la cantante e ricercatrice vocale Tomasella Calvisi. Ha frequentato l’intero ciclo triennale della Scuola Cònia – scuola di tecniche della rappresentazione di Claudia Castellucci (Societas Raffaello Sanzio). Segue per tre anni i corsi di formazione della Specom - Scuola di Pedagogia e Comunicazione Musicale (SIEM) di Macerata. Dal 2008 lavora con il Teatro Rebis come attrice, organizzatrice e operatrice culturale, partecipando alle fasi di ideazione e realizzazione di tutti i progetti dell’associazione, di cui è vicepresidente dal 2011. E’ ideatrice e responsabile del progetto sull’educazione non formale Ciascuno Cresce solo se sognato in collaborazione con il Centro Studi per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci di Palermo, realizzato in scuole di ogni ordine e grado, dal 2011 a oggi. Il medesimo progetto è stato anche oggetto di studio di seminari realizzati con gli studenti del Corso di Educatori Professionali della Facoltà di Medicina (Università Politecnica di Ancona), e di altre iniziative di divulgazione in collaborazione con l’Università di Macerata. Tra le principali produzioni del Teatro Rebis cui prende parte come attrice si indicano: Io non so cominciare (2013) e Di una specie cattiva (2010) - entrambi debuttano al Fringe Festival del Napoli Teatro Festival Italia; Ombra profonda siamo (2011-2013) - serie di studi scenici su Padre Ubu di A. Jarry condotti anche con interpreti con disabilità; Nella moltitudine (2012); Come fiume nel fiume (2014); Scarabocchi (2015); Cosa vien dopo? (2015); Else (2016). E’ stata inoltre la voce per dieci diversi reading in Pomeridia - Festival Off per tre edizioni di Macerata Opera Festival. Negli ultimi anni si dedica soprattutto allo studio e alla progettazione di eventi e opere legati alla poesia e alla ricerca delle relazioni sottili tra arte, educazione e infanzia, collaborando con altri artisti e case editrici. Dal 2008 fa parte del progetto coordinato dall’attore e regista Claudio Morganti LGSAS (Libero Gruppo di Studio di Arti Sceniche), cui partecipano artisti e studiosi su territorio nazionale. Dal 2012 è membro dell’ ADAM (Accademia delle Arti di Macerata).




Anche quest’anno riproponiamo una forma di relazione “attiva” con gli spettatori, per cui chiediamo di non pagare un biglietto, ma di contribuire in maniera volontaria dopo la visione dello spettacolo, come segnale di consenso e di vicinanza, un regalo, non un obbligo.
Visto che i posti sono LIMITATI consigliamo di prenotare allo 0546 62 29 99 o sul sito www.teatroduemondi.it o il giorno dello spettacolo al 331 1211765.
Per info e iscrizioni ai laboratori chiamare Alessandro al 349 67 53 326.