Teatro Due Mondi - Casa del Teatro - Comune di Faenza -Provincia di Ravenna - Regione Emilia Romagna- MiBACT

Michele Pascarella su Gagarin, aprile 2016
La costruzione della grazia

"Si è appena conclusa la stagione della Casa del Teatro di Faenza, a cura del Teatro Due Mondi. Alcune note.
«In segreto, molti di noi non sono più certi che il teatro abbia una funzione e il diritto di esistere nel mondo d’oggi»: inizia così La fortezza vuota. Discorso sulla perdita di senso del teatro, denso documento che Massimiliano Civica e Attilio Scalpellini hanno elaborato tra Roma e Prato nei mesi di settembre e ottobre 2015.
È un testo che ha fatto e farà molto riflettere e dibattere gli appartenenti a quella (micro) società teatrale italiana contemporanea della quale, purtroppo e per fortuna, negli spazi della Casa del Teatro di Faenza non c’è praticamente traccia.
Purtroppo, perché ciò ha a che fare con le modalità per stabilire l’identità dei soggetti che operano in un campo. Chi parla? O meglio: chi è autorizzato a parlare? Se per un medico, ad esempio, tale diritto è sancito da un atto di investitura esplicito (laurea, specializzazione, ecc.), nel mondo delle arti tutto è decisamente più fluido: una conquista sul campo. Certamente grande (e sempre maggiore) importanza hanno i contatti personali, le pubbliche relazioni, gli incontri: esserci, nella società teatrale di cui sopra. Chi non è presente, sia detto sinteticamente e brutalmente, semplicemente non esiste.
Per fortuna, perché quell’enclave di critici-pubblico-addetti ai lavori è sostituita, in questa sala, da un vitalissimo, proteiforme pubblico “vero”, in parte composto da migranti. È una cosa che anche nei più illuminati foyer della regione semplicemente non accade, esito di un paziente e capillare lavoro che da anni il Teatro Due Mondi porta avanti con rigore e leggerezza. Non è questa la sede per rievocare, seppur per sommi capi, la quasi quarantennale vicenda di un pervicace e rigoroso ensemble che negli ultimi anni ha moltiplicato gli intrecci con i “non attori”, a sostegno della libertà e dei diritti di ciascuno.
Nella crisi di senso cui si accennava all’inizio, in una scena teatrale sempre più autoriferita, spesso in bilico tra concettuosi narcisismi e mal celata aggressività da “geni incompresi”, la proposizione politica e culturale faentina si staglia per solida differenza.
Ben poco si concede alle mode, nella programmazione di una stagione non a caso intitolata Un teatro di relazione. Il regista Alberto Grilli, per dire, è più impegnato ad accompagnare agli spettacoli e riportare a casa con il furgone della Compagnia un gruppo di giovani migranti che a telefonare a qualche critico (con il pro e il contro che una tale scelta porta con sé).
In questo senso l’appuntamento più “fuori luogo” è stato, forse, quello più à la page: In girum imus nocte del coreografo Roberto Castello, acclamato e “di moda” su molti palcoscenici italiani negli ultimi mesi, arrivato alla Casa del Teatro per pluriennale reciproca stima.
Tra i vari appuntamenti seguiti vale accennare almeno a La stanza dei giochi, messo in scena dal gruppo Scena Madre il 19 marzo scorso: non perché migliore di altri spettacoli in cartellone, ma in quanto particolarmente esemplare di un modo inusuale, “rovesciato” di intendere l’esperienza della scena che pare rispecchiare con esattezza la peculiare proposta del Teatro Due Mondi." segue

Che cosa è la Casa del Teatro?

E’ una domanda che spesso ci facciamo, e non sempre è facile trovare una risposta. Il tempo corre veloce, le cose cambiano così come noi cambiamo, ogni anno abbiamo davanti a noi il compito di dare un senso a quello che vogliamo fare, alle proposte che prepariamo per la città, ai progetti che alla Casa possono trovare energia, vitalità.
Una risposta certa, sicura ormai da molto tempo è questa: è un teatro di relazione.
E’ quindi un luogo che contiene azioni di relazione tra noi e la comunità, tra gli artisti ospiti e il pubblico, tra la vita quotidiana e l’arte. Uno spazio di incontro a due direzioni (come ogni vera relazione è) in entrata e in uscita.
La Casa del Teatro, e i suoi progetti, ospitano e vivono del mondo; e poi invadono, di rimando e in contrappunto, il mondo.
Relazione è apertura, è uno sguardo attento, un ascolto preciso.

Quest’anno teatrale 2015-16 vede il rafforzarsi di attività che da tempo sono parte importante della vita della Casa del Teatro:
• gli SPETTACOLI, occasioni di relazioni per la mente e per il cuore
• il laboratorio di teatro partecipato SENZA CONFINI, uno spazio di accoglienza definito attraverso l’arte, una occasione per sperimentare incontri tra culture, vite e storie diverse di cittadini del mondo, di migranti
PRIMI PASSI, laboratorio teatrale rivolto ai giovani dai 18 ai 25 anni
• il progetto LE STAFFETTE DEL LAVORO che si occupa, come negli anni passati, di diritto al lavoro, della nostra città, delle sue forze e delle sue crisi
• le RESIDENZE di due giovani formazioni romagnole che, col contributo nostro, del Comune di Faenza, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e della Regione Emilia Romagna trovano tra le mura della Casa un luogo di studio, riflessione, creazione
• il progetto LA CASA DEI LIBRI, perché le parole scritte hanno bisogno di un tetto
• e tutto quello che ancora non è scritto, ma è nell’aria, e prima o poi troverà forma


UN TEATRO DI RELAZIONE

programma generale rassegna di spettacoli
programma spettacoli per bambini
laboratori, workshop e attività in programma
fuori programma e attività ospitate
•costruiamo insieme LA CASA DEI LIBRI Una biblioteca teatrale per il Fondo Oriente/Occidente di Nicola Savarese

download: •manifestopieghevole •progetto La casa dei libri


Si ringrazia: Tecnoelettronica Faenza, La BCC Credito Cooperativo ravennate e imolese, La Campagna in Tavola, Las Ramblas
Per informazioni e prenotazioni: CASA DEL TEATRO, via oberdan 7/a Faenza - 0546 622999 - casadelteatro@teatroduemondi.it – www.teatroduemondi.it