SENZA CONFINI
progetto rifugiati

Comune di Faenza - Assessorato alla Cultura - Assessorato Politiche Sociali - Provincia di Ravenna , Regione Emilia Romagna - Caritas Diocesana Faenza /Modigliana, Associazione Farsi Prossimo, RicercAzione, Libera Università per Adulti, Una Città, CEFAL in collaborazione col progetto “Lo straniero. Invasore, ospite o cittadino?”

Frontières laboratorio teatrale con Shaghayegh Beheshti, attrice del Théâtre du Soleil (Parigi)

domenica 26 febbraio a mercoledì 29 febbraio 2012, dalle ore 14 alle 20, Casa del Teatro di Faenza
numero massimo di partecipanti : 25
costo: 150 euro
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Non c’è gioco senza immaginario, l’immaginario è il motore stesso del gioco, la fonte in cui l’attore attinge le sue visioni. Detto questo l’immaginazione è un muscolo che si può allenare, e più diventa forte più le visioni si arricchiscono.

Il Théâtre du Soleil crea i suoi spettacoli in maniera collettiva. Saranno proposti ai partecipanti del laboratorio uno o due temi di improvvisazione da cui partirà un lavoro collettivo (in piccoli gruppi) e si rifletterà insieme sul lavoro preparatorio che deve precedere l’improvvisazione.
Cercheremo quindi di individuare alcuni errori e le trappole da evitare (sia nella fase di preparazione sia nel gioco) e di dare gli strumenti adatti che permettano a ciascuno di trovare la Libertà e l’Autonomia all’interno del gruppo.
Capita che un’improvvisazione sia troppo descrittiva, troppo psicologica o troppo didattica… riconoscerlo e tentare di evitare gli errori farà parte del nostro lavoro.
Spesso un’improvvisazione “fallisce” perché si sono dette troppe o non abbastanza cose nella fase preparatoria. Quali sono le cose giuste da dirsi quando si prepara un’improvvisazione? E quali invece sono le cose che bisogna assolutamente evitare di dire?
Una delle particolarità del lavoro proposto sarà la presenza della musica, sia quella amplificata sia quella interna* perché la musica permette non solo di aumentare le visioni ma costringe la persona che l’ascolta ad “agire in musica” ossia a ritrovarsi già nella trasposizione e quindi nella poesia.
*la musica interna è un termine che il Théâtre du Soleil utilizza spesso, cercheremo di definirlo insieme.

Durante i quattro giorni del laboratorio ci confronteremo con alcune delle leggi essenziali del Théâtre du Soleil : l’ascolto dell’Altro, l’ascolto di se Stessi (“le novità arrivate dall’interno”), il Concreto, il Presente.
Una parte del laboratorio sarà dedicata ad esercizi che ci permetteranno di affrontare queste leggi lasciando crescere in noi degli “stati semplici”, lavorando sulla musicalità ed il disegno del corpo, imparando a lasciare il controllo prendendosi cura dei “dettagli”.
Poco importa il risultato, quello che conta è il cammino intrapreso e tenteremo in ogni istante di trovare la semplicità che è così spesso e così stranamente la cosa più difficile da trovare.


SUL THÉÂTRE DU SOLEILIl Théâtre du Soleil, fondato nel 1964 da Ariane Mnouchkine, rappresenta una delle esperienze più importanti di teatro di gruppo che si interroga sul rapporto tra teatro e società. Dai primi anni 80 ha sede nella famosa Cartoucherie, una vecchia fabbrica di armi, a Parigi.Fin dalla sua nascita il gruppo è contraddistinto da uno spirito comunitario e da una struttura organizzativa collettiva e partecipativa. Negli anni ha conquistato una grande notorietà grazie all’incisività degli spettacoli che mettono in luce i problemi e le ingiustizie del nostro tempo facendo riflettere sulla condizione umana. La virtuosità delle regie e la genialità delle scenografie - che sfruttano la magia di tutta l’attrezzeria teatrale possibile - la qualità e l’originalità del collettivo degli attori (che nascono da una straordinaria preparazione individuale, dalla ricchezza che deriva dall’essere un gruppo multietnico e infine da una vivace creatività ricercata in un elaborato processo di improvvisazione collettiva) fanno sì che l’arte del Théâtre du Soleil riesca a dimostrare più che mai la forza umana, politica e poetica del teatro.