QUANDO IL TEATRO INCONTRA I RIFUGIATI

Arrivati a Lugo 15 profughi dalla Libia In attesa che venga esaminata la loro domanda di protezione internazionale, il Teatro va da loro tutti i mercoledì sera.

•ascolta l'intervista a Alberto Grilli (Notturno Italiano, Radio Rai International)

Sono arrivati in Italia da pochi mesi.Vengono dalla Libia, 10 nigeriani e 5 ghanesi, tutti giovani: il più vecchio ha 35 anni.Pochi sanno della loro presenza.Vivono al CEFAL di Villa S. Martino di Lugo da circa 2 mesi, in attesa che venga esaminata la loro richiesta di protezione internazionale e nel frattempo non possono lavorare. Arrivano con la richiesta di protezione perché dopo la guerra, in Libia, se sei nero rischi di essere ammazzato. Ti perseguitano perché potresti essere uno dei mercenari di Gheddafi. E non importa a nessuno se in realtà non lo sei. Da noi attendono che qualcuno decida cosa fare di loro.
In Libia lavoravano: chi come saldatore, chi come frigorista, chi faceva l'autista e il muratore.. c'è anche l'ingegnere. Tutti con una competenza.
Il CEFAL si prende cura di loro non solo provvedendo al vitto, all'alloggio, al vestiario e ai prodotti per l'igiene personale, ma anche attraverso un progetto che li tiene impegnati in varie attività: realizzazione di manufatti africani in argilla, lezioni di italiano, lavoretti di manutenzione, lezioni di informatica, informazione legale e assistenza nella procedura per la richiesta di protezione internazionale, mediazione culturale, orientamento e accompagnamento ai servizi sociali e sanitari. Li hanno dotati di cellulari e sim per telefonare a casa (anche se molti non hanno nessuno da chiamare), di vecchie biciclette per potersi muovere in libertà nel circondario, ecc.
La responsabile di struttura è Annamaria Dalmonte, la Coordinatrice è Rita Pezzi, il direttore del CEFAL è Flavio Venturi. 
Attraverso attività di volontariato si attivano interventi di integrazione.
E tra le attività, anche il Teatro è arrivato da loro.
Il Teatro Due Mondi ha deciso di andarli a conoscere: li ha incontrati la prima volta 3 settimane fa e gli ha proposto di fare un percorso insieme, loro e noi italiani.
Le prime risposte sono state caute: “non siamo attori, non parliamo l'italiano, come facciamo a fare teatro, a recitare?”.
Ma il Teatro che è arrivato da loro è un teatro di incontro tra persone, dove è importante conoscersi, e dove si può comunicare in vari linguaggi. Allora hanno detto: “ok, ci stiamo”.
Da quel giorno è iniziata un'attività che il Teatro Due Mondi di Faenza porta avanti in forma volontaria ( attualmente non ci sono infatti risorse per tali attività) con lo scopo di arrivare ad un piccolo spettacolo a settembre da presentare a tutti, aperto a tutti coloro che vogliano conoscere altri uomini e altre storie.
Hanno iniziato a lavorare sul tema del Sogno: c'è chi sogna di tornare a fare il proprio lavoro, chi sogna di diventare un buon calciatore e chi sogna di farsi prete.
Assieme ai 6 attori e al regista del Teatro Due Mondi hanno deciso di esserci anche altre persone, come i partecipanti delle Brigate Teatrali ed anche alcune operaie OMSA, che hanno voluto tornare a Teatro.
Così tutti i mercoledì, circa 20 persone si uniscono ai 15 profughi per stare insieme. Ai primi incontri si parlava inglese, pian piano l'italiano sta diventando la lingua con cui comunicare.
A settembre avranno il colloquio in magistratura, dove qualcuno deciderà per il loro futuro e lo dovranno sostenere in italiano. Se rimarranno da noi, c'è l'idea di portare avanti il progetto e di unirlo anche ad altre presenze di profughi nel nostro territorio.
Infatti anche a Faenza ci sono 25 profughi. Di loro si sa ancora meno.
Sono sparsi in 3 gruppi e vivono tra il centro città e le zone di Cosina e San Giovannino.Il Teatro Due Mondi ha in programma di incontrare anche loro a breve, probabilmente prima di settembre, per conoscerli e farli conoscere alla città attraverso un progetto teatrale.