AMNESIE
versione speciale a sostegno delle lavoratrici dell’OMSA
Storie per la casa di un ospite di e con Stefano Vercelli


Alla periferia di molte città vagano spesso individui anziani
senza documenti e in uno stato di generale amnesia.
Si tratta di persone che, per un improvviso impulso, escono di casa,
a volte prendono un treno e si perdono….”


Il mio personaggio, il sig. Boni, è una di queste persone.
Ho immaginato che per caso il sig. Boni si trovasse davanti ad una casa e, credendo di riconoscerla come una casa dove ha vissuto nella sua infanzia, o dove ha vissuto un suo antico amore, bussa alla porta ed entra.
Quando si trova al suo interno ha la sensazione di riconoscere i mobili, gli oggetti e anche alcune delle persone che lo stanno a guardare.
Il sig. Boni è in uno stato di amnesia ma conosce molte storie, forse in quella casa non c'è mai stato ma, un oggetto chiuso in un cassetto, gli ricorda una storia orientale così come un altro racconto gli nasce guardando il viso di uno dei presenti o aggirandosi nelle camere della casa.
Lo spettacolo è quindi costituito da una serie di racconti che nascono e interagiscono sia con il luogo, sia con i suoi ospiti.

Tecnicamente lo spettacolo non necessita di scenografie o luci teatrali (utilizza l’illuminazione esistente), ma per essere adattato alla casa che lo ospita è necessario che l’attore possa effettuare un sopralluogo il giorno precedente o accedervi almeno quattro ore prima dell’inizio dello spettacolo ed è necessaria la presenza del padrone di casa.
Lo spazio ideale è il salotto nel quale, a seconda del numero degli spettatori (di solito una trentina), si possono aggiungere sedie e/o cuscini. Generalmente non viene cambiata la disposizione del mobilio però in alcuni casi, per motivi di visibilità, può succedere che si debba spostare un tavolo o una poltrona ma si tratta sempre di piccole modifiche; tutto verrà rimesso al suo posto alla fine dello spettacolo.
Le storie raccontate sono adatte a tutti ed è gradita la presenza di bambini di età minima di 8 anni.
Durata: 60 minuti circa

Stefano Vercelli
Membro dell’Associazione Artisti Drama.
Nasce a Roma nel 1953.
Inizia la sua formazione teatrale con l’Odin Teatret diretto da Eugenio Barba e con il Teatr Laboratorium diretto da Jerzy Grotowski.
Lavora come attore con registi come Thierry Salmon, Raul Ruiz, Roberto Bacci. Nel 1991 partecipa alla realizzazione de I Cinque Sensi del Teatro nel film La Trilogia, diretto da Marianne Arhne, prodotto da RAI 2.
Dal 2000 al 2005 è docente nei Corsi di Formazione Superiore per attori di prosa al termine dei quali realizza come regista con gli allievi gli spettacoli: Don Chisciotte, Romeo e Giulietta e Ubu roi, prodotti da Emilia Romagna Teatro Fondazione.
Nel biennio 2008/2010 realizza a Modena, in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione, Circoscrizione Tre, ERT e Biblioteca Delfini il progetto I luoghi dell’Imparare.
Nel 2009- 2010 conduce percorsi teatrali all’interno dei progetti Quinte Urbane e Impasti Narrativi insieme alla Cooperativa Sociale Caleidos e Acer Modena.
Oltre al lavoro di attore e regista realizza letture e performance.