AL GRAN TEATRO DI MANGIAFUOCO

Il Gran Teatro ha montato le sue tende, manca solo il pubblico. Ma ecco che arrivano i bambini, e Mangiafuoco con i suoi attori esce sulla strada per riceverli, incontrarli, e quindi accompagnarli fin dentro la sala.
Tra i bambini, nella confusione, si intrufola Pinocchio. Proprio come nelle pagine di Collodi. Ed è lui stesso che, dialogando con Mangiafuoco, fa partire il sogno che è questa avventura.
Lo scenario si sposta in estremo Oriente. Wu Ching-hua è una giovanissima ragazza che è costretta a lavorare nei campi perché il padre è vecchio e malato. Ma in questa Terra una legge proibisce alle giovani donne i lavori di fatica perché il loro compito è fare dei figli che possano diventare contadini e guardie del Governatore tiranno. Per questa ragione viene arrestata.
Riesce a fuggire e ad appiccare un incendio che distrugge la prigione.
Tutti i contadini vengono chiamati a Palazzo per spegnere le fiamme, e così si incontrano, e discutono tra di loro. Wu Ching-hua li arringa, parla delle condizioni di servitù in cui sono costretti a vivere, e li convince ad organizzarsi per reclamare i loro diritti. Viene progettata una azione simbolica, un assalto al granaio per una ridistribuzione del grano tra tutti.
Ecco l'epilogo. Mangiafuoco è di nuovo in scena, e riporta il pubblico fuori dalla storia, lo riaccompagna nella realtà. E tra quel pubblico ora c'è certamente anche Pinocchio.


I tre attori del Gran Teatro accolgono i bambini e gli raccontano la storia della giovane Wu Ching-hua e del Governatore tiranno. Si dividono le parti, si trasformano sotto i loro occhi in contadini, soldati e mercanti. Li circondano, li incitano, gli parlano. E di nuovo, alla fine, escono con loro e li accompagnano fuori.
Pinocchio non è in scena, non è personaggio di questa storia. Piuttosto è seduto in platea, è parte di quel pubblico.
Pinocchio è diventato il personaggio per antonomasia dell'omologazione, nasce burattino e diventa bambino perché accetta di far parte del sistema di regole che governano la vita reale. Ma Collodi non lo aveva fatto nascere con questo destino, e quando lo spinge nel Gran Teatro di Mangiafuoco è ancora lontano dall'immaginarne l'ingloriosa - a nostro giudizio - fine. Il desiderio di trasformarsi in bambino farà la sua comparsa infatti solo in un secondo tempo, quando in seguito al successo delle prime puntate pubblicate gli fu richiesto di aggiungere nuove avventure e un finale edificante.
Quando Pinocchio vende l'abbecedario per comprarsi un biglietto per il teatro, fa un'azione rivoluzionaria. Sceglie un percorso differente. Fa la conoscenza di una realtà differente.
Nel Gran Teatro di Mangiafuoco non ci sono maestri in platea. Per questo, per ricreare una situazione simile anche nei teatri dove replichiamo lo spettacolo, noi chiediamo ai maestri di condividere questo nostro gioco e di sedersi in fondo alla sala, tutti insieme. Per consentire ai bambini di essere un poco più liberi nel partecipare a questa esperienza.


La ricostruzione - che abbiamo voluto - del Gran Teatro di Mangiafuoco è la metafora di un teatro che propone la propria peculiarità di racconto non mediato, non filtrato, peculiarità che rischia di sparire a poco a poco dall'orizzonte delle nuove generazioni.
Ma quelli che abbiamo davanti ogni giorno sono bambini nuovi, spettatori nuovi per il teatro, e anche i loro genitori sono genitori nuovi.
E a tutti loro, nonché ai maestri che partecipano così intensamente a costruire la loro visione della realtà, va ricordato e detto che esiste un mondo diverso da quello quotidiano, il mondo fantastico e reale delle storie che ci permettono di capire la realtà, e che vengono narrate dalla voce dei nonni, dei genitori, o dagli attori. Devono sapere che esiste, può esistere, e forse un giorno potranno capire che è necessario e indispensabile che esista, proprio come lo è una foresta.

di Gigi Bertoni
con Monica Camporesi, Maria Regosa, Andrea Valdinocci
consulenza musicale Antonella Talamonti
scene e costumi Lucia Baldini con la collaborazione di Angela Pezzi
progetto luci Marcello D'Agostino
foto Stefano Tedioli
grafica Marilena Benini
regia Alberto Grilli

Per bambini dagli 6 ai 10 anni

produzione TEATRO DUE MONDI/ERT FONDAZIONE

   

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SPAZIO:
Lo spettacolo è rappresentabile al chiuso in un teatro all'italiana
E' richiesta la camera nera con quinte all'italiana.
La sala deve essere completamente oscurata.

Spazio scenico (dimensioni minime):
boccascena m. 8 profondità minima m. 7 altezza minima m. 5
Il pubblico è frontale e in gradinata se lo spettacolo è a terra.

CAMERINI:
Una stanza provvista di luce elettrica, presa di corrente e servizi igienici, sul luogo dello spettacolo o immediate vicinanze, disponibile da inizio montaggio a fine montaggio.

ENERGIA ELETTRICA:
Una presa CEE o punto di collegamento 380 V/220 V 3P + N + T potenza minima 15 KW lontana non più di m. 20 dal centro dello spazio scenico.

MATERIALE RICHIESTO:
1 scala di accesso palco-platea.
Scala puntamento fari

PERSONALE:
1 elettricista, disponibile per l'allacciamento elettrico in tempo utile.
1 responsabile, abilitato a prendere decisioni, presente durante la preparazione e durante lo spettacolo.

TEMPO DI MONTAGGIO:
montaggio : 4 ore
smontaggio : 2 ore
Per le fasi di montaggio e smontaggio la compagnia richiede i locali puliti e riscaldati

 

 

LA GAZZETTA DI PARMA; 29 marzo 2009

AL GRAN TEATRO DI MANGIAFUOCO

Uno spettacolo colmo di scene, di azioni veloci, una fiaba che racconta, dimostra e spiega, con il piacere della teatralità vivace, accesa, tutto stilizzato, l’oriente e il nostro mondo insieme, Pinocchio spettatore in terre lontane: ancora una volta il Teatro Due Mondi ha dimostrato con coraggio e maestria di riuscire a mescolare forme diverse di spettacolarità, con allegria e divertimento, svelando i meccanismi interni alle sorprese in scena, con giochi metateatrali ilari e scoppiettanti, sapendo rielaborare liberamente, con grande intelligenza, gli insegnamenti di Brecht e Barba, sempre con divertimento e umorismo.

E i bambini hanno seguito incantanti

"Al gran teatro di Mangiafuoco" di Gigi Bertoni, visto al Teatro al Parco, regia di Alberto Grilli, scene e costumi di Lucia Baldini e Angela Pezzi, coproduzione Ert, Emilia Romagna Teatro, subito "catturati", ancora nell’atrio, da due figure d’imbonitori che, come in una fiera,  invitavano tutti a entrare. I tre interpreti, Federica Belmessieri, Maria Regosa e Andrea Valdinocci, interpretano molti ruoli, personaggi e animatori, indossando più costumi e maschere.

Pinocchio è all’inizio uno spettatore dall’altezza di un bambino, mosso un po’ come nel teatro Bunraku, presenza pallida e curiosa che volerà alto attraversando tempo e spazio per raggiungere, minuscolo, la baracca posta al centro della scena, una struttura dalle molteplici funzioni, prigione e trono, ma infine anche vasto contenitore di quel grano che, rubato, nascosto, verrà ridistribuito ai contadini. Tutto inizia con la storia di Wu Ching-hua, arrestata perché, malgrado il divieto per le donne di lavorare i campi, lei aiutava il vecchio padre contadino. Movimenti stilizzati, tamburi e fiamme (con ampie strisce volanti che invadono anche la platea). Belli in particolare alcuni costumi creati come gabbie/ armature di bambù.

Racconto e azione, narrazione e movimento: grande teatro, con una bella scia di applausi.
     

Valeria Ottolenghi                                                                 


                   

TEATRO TESTONI, CASALECCHIO, martedì 2 dicembre ore 10:00

Di Elena Bruni on Dic 2nd, 2008 at 3:15 pm
AL GRAN TEATRO DI MANGIAFUOCO
LA SCUOLA CHE VA A TEATRO

"Al gran teatro di Mangiafuoco" è uno spettacolo nello spettacolo, i bambini ancor prima di entrare, si trovano di fronte a due attori che li accompagnano a suon di musica e colori. Le classi vengono confuse tra di loro, facendo così mischiare tra loro i bambini, in una prova di incontro per gli studenti delle scuole elementari. Si introduce così, ancor prima dell'inizio dello spettacolo, l'idea di teatro-scuola, non solo come evento mattutino, ma anche come collaudo alla realtà per i più piccoli, trasformandoli in partecipanti attivi. Non a caso l'incipit delle spettacolo è lasciato ai personaggi di Collodi, che molto parlò della scuola e dell'importanza del bambino in essa. Il teatrino di Mangiafuoco, sempre al centro del palco, è l'avvio per raccontare una storia molto più lontana, in Oriente e molto diversa, quella di una contadina in grado di organizzare una rivolta contro il governatore tiranno. L'Oriente e la sua lunga tradizione teatrale vengono ripresi splendidamente, dove la centralità dell'attore, la semplicità del linguaggio scenico, la sintesi dei segni delle maschere e la cura dei costumi e degli accessori, rendono vivido un mondo; riescono, inoltre, a infuocare la platea, tanto che i bambini diventano calorosi sostenitori molto "faziosi" della contadina e la incitano a continuare ad agire con urla e grida. Il teatrino, che era sempre rimasto integro nel mezzo della scena, alla fine cade sotto il peso delle corde tirate dai bambini. Il luogo da cui era partita la narrazione, rappresenta infine il simbolo della forza che la libertà può avere.

2013

7 agosto, MANERBA DEL GARDA, ore 21.00 “PAESI DA FIABA”, Anfiteatro Solarolo, Via Giovanni Paolo II

2012

15 febbraio, CREMA, ore 10.00 Teatro San Domenico
15 aprile, SASSUOLO, ore 16.30 Teatro Carani


2011

6 gennaio, LECCE
16 gennaio, SAN MARTINO BUONALBERGO
18 gennaio, BELLARIA
23-24 gennaio, MANFREDONIA
25-26 gennaio TARANTO
27 gennaio, CASARANO
30 gennaio, BAGNACAVALLO
3-4 febbraio, LANCIANO
6-7 febbraio, BRESCIA
20 febbraio, CUNEO
20 marzo, CAGLIARI

2010

5 giugno, ore 23.0, VIMERCATE, Festival Una città per gioco
12 settembre, ore 17.00, FAENZA, CAsa del Teatro
30 ottobre, REDONDESCO
25 novembre, CATTOLICA
7 dicembre, PORTO SANT'ELPIDIO

2009

25,26,27 marzo, PARMA, Teatro al Parco
29 marzo, MALALBERGO, TEATRO ERRANTE
1-8 aprile, BARI, Teatro Kismet
19 aprile, SAN MARTINO IN RIO TEATRO ERRANTE
10 maggio, VIGNOLA TEATRO ERRANTE
18 maggio, FAENZA, Casa Del Teatro, ore 17.00

2008

13-14 novembre, FAENZA
16 novembre, POGGIO BERNI TEATRO ERRANTE
18-19 novembre, BAGNOLO
20-21 novembre, MIRANDOLA
25-28 novembre, MODENA
30 novembre, MODENA
2-3 dicembre, CASALECCHIO
4-5 dicembre, CASTELFRANCO
8 dicembre, FUSIGNANO TEATRO ERRANTE
10-11 dicembre, CORREGGIO
12 dicembre, OSTELLATO
15 dicembre, PAVULLO
16-21 dicembre, FAENZA