INCONTRI
Encuentros - Rencontres - Encontros
Teatro e Cinema come percorso di relazione fra i giovani

Un progetto di inclusione sociale e interculturalità
coordinato dal TEATRO DUE MONDI

TEATRO DUE MONDICASA DEL TEATRO - Comune di Faenza - Provincia di Ravenna - Regione Emilia Romagna
Palacio Rio Negro (Brasile) - Teatro de los Andes (Bolivia) - Teatro de Ferro (Portogallo) - Melkior Théâtre (Francia)

 
 

col sostegno
Ex Rete Lilliput Faenza

 

•INCONTRI in Brasile •INCONTRI in Bolivia •INCONTRI in Portogallo •INCONTRI in Francia •INCONTRI in Germania

INCONTRI Faenza. Il seminario di CINEMA al lavoro

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Laboratório de Cinema em Faenza - Projeto Incontri - Itália

Estamos terminando a última etapa desse projeto editando os últimos vídeos feitos em Faenza e Ravenna enquanto seguem os ensaios para o espetáculo final.

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11 giugno

INCONTRI Faenza 01. Si parte: una grande brigata internazionale

INCONTRI Faenza 01. arrivi, visite, amici ritrovati. I cinque gruppi da Brasile, Bolivia, Portogallo, Francia e Germania si incontrano per la prima volta. Breve giro della città passando da Piazza del Popolo e poi si approda alla Casa del Teatro. Noi conosciamo tutti, ma fra di loro ragazzi e ragazze non si conoscono e anche se molte lingue sono latine, in realtà non è così facile capirsi. Per fortuna che alcune studentesse della scuola interpreti di Forlì ci aiutano nella traduzione. Poi iniziamo, prove fiume il primo giorno. Ma in fondo proprio questo aiuta. Un po' più tardi arrivano gli italiani: siamo quasi 60! Italiani che comprendono africani, asiatici, greci, rumeni. Un gruppo davvero multiculturale. Osservando gli altri, facendo azioni tutti insieme, uno a fianco all'altro le prime timidezze si stemprano. Il gruppo francese che non ha lavorato prima con Alberto inizia a mostrare una danza hip hop mozzafiato, i tre rapper ci rappano un testo sul loro viaggio e l'arrivo a Faenza. Come mettere insieme tutto questo è una bella sfida. Anche contro il tempo. Ma piano piano le azioni si costruiscono. Si trovano punti in comune. I giovani hip hopper si intersecano con gli altri. Seguono le coreografie sulla sedia che il gruppo italiano ha preparato in questi mesi. Giornata impegnativa che si chiude al neonato Circolo Arci Prometeo al centro di Faenza con brasiliani, francesi e boliviani che creano ritmi insieme, trascinati (nonostante il uso orario di alcuni) dalla voglia di divertirsi insieme alla fine di una giornata bella e impegantiva.

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11 giugno

INCONTRI Faenza 01. le foto di Stefano Tedioli

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12 giugno

INCONTRI Faenza 02. Le prime tessere del mosaico

INCONTRI Faenza 02. Oggi si inizia in modo soft: gita di gruppo a Brisighella, con la carovana delle nostre auto arriviamo là dove ci aspetta il saluto di Guido, Assessore alla Cultura, e la gita al castello. Gli amici francesi sono rimasti a Faenza, a provare nuove coreografie hip hop con Carole, la coreografa. E' con noi però Chantal, la giornalista. Alcuni non avevano mai visto un castello finora, un balzo nel tempo e forse in un mondo immaginario. C'è sole, sguardo lontano sulle colline romagnole. Se le prove di ieri sono state impegnative e faticose questo rinfranca molti. Pranzo in mensa. Per alcuni è complicato fare i conti, il buono ha un valore fissato e non si può (potrebbe) sforare. Ma già il secondo giorno ognuno ha sviluppato il suo metodo. E tutto fila liscio sotto l'attenta supervisione di Monica. Ore 14 si inizia. Dalla musica: insieme proviamo a cantare stli "stornelli d'esilio" il canto anarchico che è diventato un po' il filo conduttore del progetto e la sua colonna sonora. I ragazzi francesi e in particolare ai rapper sono un po' perplessi, a che servirà si chiedono? E che c'entrano loro che sono rapper con una canzone popolare di fine '800? Poi si entra in sala, c'è sconcentrazione. Il gruppo è grande, il sole fuori non aiuta. Alberto cerca di non lasciar disperdere l'attenzione, ma i giovani francesi sono "spiriti liberi" e il rigore delle prove un po' li infastidisce a volte. Nella conduzione delle prove ci aiutano moltissimo le studentesse tirocinanti del della Scuola interpreti di Forlì. E forse anche loro si divertono un po'. Si va avanti fino a sera, con qualche pausa inclusa quella per il ristoro con grandi vasi di nutella che va decisamente a ruba. Una seconda giornata impegnativa per tutti. Le prime tessere di quel mosaico che sarà "La libertà è una casa" iniziano a prendere forma.

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12 giugno

INCONTRI Faenza 02. le foto di Stefano Tedioli

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Incontri a Faenza

INCONTRI FAENZA - dal blog francese, la nota di Chantal Gibert

Siamo tutti un po’ pazzi

“Siamo tutti un po’ matti”, ha detto Alberto quando ci ha accolti. Ed è vero. Questo progetto è qualcosa di unico. Esso riunisce i partecipanti provenienti da Italia, Francia, Germania, Bolivia, Brasile, Portogallo, che non si sono mai visti, non hanno mai lavorato insieme. E in più, c’è l’ostacolo della lingua. E in quattro giorni, dovranno fare uno spettacolo sui Diritti Umani.

Spettacolo, Alberto non usa questa parola. Lui parla di azione. Perché questo non ha nulla a che fare con una rappresentazione classica con un testo e dei personaggi. Si spinge un po’ sull'acceleratore. Ma la calma e l’esperienza Alberto infondono fiducia.

Dopo due giorni, si vede l’azione che si costruisce. A partire da quadri, di scene sull'esilio, lo sfruttamento, il diritto alla felicità, alla libertà, lo spettacolo (io mantengo questa parola) si va costruendo. Alberto ha composto una partitura nella quale intervengono dei solisti, scelti secondo le qualità di ognuno: hip-hop, rap, canto, musica. Si crea una dinamica, abbatte le frontiere, spinge ognuno ad integrarsi, ad andare oltre. Come un fiume che ti trasporta. Impressionante.

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Incontri a Faenza

Testo scritto dai rapper Selim e Moncef:

Tempesta tempesta inaspettata
Oceani tutti persi
Fine della strada deprivata
Giorni migliori senza fine
Morto annegato fulminato
Paradiso è quello che credevamo
Immigrati orgoglioso di esserlo
Navigare è quello che vogliamo
Troppa miseria per i nostri fratelli
Basta confini è l'inferno
Morti qui ogni giorno
Una barca per amore
Il nostro valore nostro unico soccorso
Non c'è ritorno dal mio amore
Sole che bel tempo
Il mio passaporto più importante
Esilio difficile
Additato in città
Straniero ma non disturbare
Esiliare per poter mangiare

Tempesta Tempesta
Non era previsto
In mezzo all'oceano tutti perduti
Fine della strada
Sogni di giorni migliori
Ma ben presto hai visto
Meno gioia che paure
Vivere fin da piccolo nella povertà
i corpi schiacciati
Dio ci conceda misericordia
Afro-americano o asiatico
Tutti uguali,
Il cuore grande come l'Atlantico
Per loro io sono poetico
Le loro condizioni sono davvero caotiche
sole sole
Godetevi il bel tempo
Senza contare che il mio passaporto è più importante

 

 

Texte écrit par Selim et Moncef :

Tempête tempête imprévue
Océans tous perdus
Issue de la rue dépourvue
Jours meilleurs sans issue
Mort noyé foudroyé
Paradis c'est ce qu'on croyait
Immigrés fiers de l'être
Naviguer c'est ce qu'on souhaite
Trop de misère pour nos frères
Plus de frontières c'est l'enfer
Meurt ici tous les jours
Un bateau pour amour
Notre bravoure notre seul secours
Pas de retour vers mon amour
Soleil quel beau temps
Mon passeport plus important
Exil difficile
Pointé du doigt dans la ville
Étranger mais pas déranger
Exiler pour pouvoir manger

Tempête tempête
Ce n'était pas prévu
Au milieu de l'océan tous perdus
Issue de la rue
Rêve de jours meilleurs
Mais très vite vu
Moins de joie que de frayeurs
Vivre depuis tout petit dans la misère
les corps broyés
Que Dieu nous accorde miséricorde
Africain américain ou bien asiatique
Tous les mêmes,
Le cœurs aussi grand que l'atlantique
Pour eux je serai poétique
Leurs conditions sont vraiment chaotiques
Soleil soleil
Profite du beau temps
Sans oublier que mon passeport est plus important

   

13 giugno

INCONTRI Faenza 03. Visite ufficiali nel cuore di Faenza

INCONTRI Faenza 03. La terza giornata è quella dell'ufficialità. Il gruppo dei giovani di Incontri è accolto dal Sindaco e dall'Assessore alla Cultura. E' bello vedere riuniti nel salone del Comune tanti giovani di nazionalità diverse, inclusi alcuni dei "nostri" giovani rifugiati. Poi visita al Teatro Masini. Per molti prima volta in un teatro storico con perlustrazione fin sul graticcio. La mattina vola, si arriva alla mensa, anche questa, in questi giorni, si colora di tante nazionalità. Inizia a far caldo, prima dell'inizio del laboratorio tutti si riparano sotto le frasche, nel giardino della Casa del Teatro. Al gruppo dei portoghesi, da ieri, si è unito Bruno arrivato un giorno più tardi in sostituzione di un designato che alla fine aveva dato forfait. I diversi gruppi nelle pause iniziano a mescolarsi. In effetti anche per questo ci sarebbe voluto un po' più di tempo. L'integrazione ha bisogno di tempo, anche se partecipare insieme a uno spettacolo collettivo accelera questo processo. Anche questa è la forza del teatro. Alle 14 si parte, iniziamo ad andare più a fondo nei dettagli delle scene che già si sono abbozzate. I diritti hanno preso il loro spazio sulla scena: eccoli qua scritti sui fazzoletti rossi, reclamati in ogni lingua. I rapper, sempre un po' defilati, hanno deciso di riscrivere i loro testi seguendo l'impulso di quello che hanno visto montare sulla scena da Alberto e da tutti i partecipanti. Un testo sulle frontiere, sul bisogno di chi fugge dalla povertà, sul diritto alla libertà di movimento ma in fondo anche ad un tenore di vita dignitoso, al lavoro. Parla di strade impreviste, di tempeste nell'oceano che lasciano morti, esseri umani alla ricerca di un paradiso, orgogliosi della loro cultura. Dopo giorni seduti ad osservare i rapper ci offrono la loro scena, Bouameur entra nel rettangolo delle sedie e chiama tutte le nazionalità, dà il ritmo, sostiene il gruppo che risponde. Siamo arrivati al finale! Stanchi ma contenti.

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14 giugno

INCONTRI Faenza 04. Relax e poi la generale (ph S. Tedioli)

Il quarto giorno è giorno libero fino al tardo pomeriggio. C'è chi ne approfitta per dormire più a lungo, altri invece per vedere cose nuove. A raggiera i 5 gruppi si sparpagliano alla scoperta del territorio emiliano-romagnolo. I francesi hanno voglia di mare, Henri prende il suo pulmino e va con alcuni al Lido di Savio. Altri scelgono altri lidi. Le tedesche pure decidono di stendersi in spiaggia. I portoghesi hanno voglia di città e partono alla volta di Bologna, pure i brasiliani partono verso Bologna, ma alla fine arrivano a Forlì. I boliviani, i più tranquilli, se la pigliano comoda, restano a Faenza, arrivano presto in teatro e qualcuno subito li mette all'opera a costruire le barche di carta. Ma loro avranno tempo più tardi, dopo la fine del progetto, per godersi a lungo il mare, loro che il mare proprio non ce l'hanno. Alle 18 arrivano alla spicciolata. La giornata di relax ha sfiancato tutti: chi è abbrustolito, chi è accaldato, chi si è stancato complice la giornata di sole e caldo. Stasera prova generale. Perfettamente in tempo oggi arrivano anche i nostri amici del Teatro de Ferrro, il partner portoghese, fino a ieri impegnati in tournée. Ora siamo tutti riuniti: Henri di Melkior Theatre, Igor e Carla del Teatro de Ferro, Gonzalo del Teatro de los Andes, Flavio in rappresentanza del Palacio Rio Negro di Petropolis, ma anche i rappresentanti delle associazioni che in corso d'opera si sono unite al progetto: Francisco (Chico) di Qualificar para Incluir, Jean del Centro de Defesa dos Direitos Humanos e Gretel dellla scuola Hans Baldung Gymnasium. Per la prova, serve attenzione e concentrazione. Ma al contrario c'è fiacca e svogliatezza. Tutti un po' svagati. La prova all'italienne è filata ma qualcuno sembra non ricordare tutto. Alberto cerca di catalizzare l'attenzione, di risvegliarla. Ma la dispersione regna. Alle 20.55 inizia la prova generale, tutta filata. E allora si vede che i giovani rispondono, si compattano, ognuno gioca la sua parte con attenzione. La fiacca è dimenticata. E il finale corale al ritmo di Bouameur è uno scoppio di allegria. La fiacca se ne è andata, la concentrazione è arrivata, ma forse mancava un po' di quella "presenza" che fa sì che una presentazione come questa possa lasciare un segno in chi guarda. Amalia, la nostra faentina rumena, chiede di parlare a tutti ed esorta i compagni ad essere "presenti" di mostrare la propria convinzione perchè "siamo qui per parlare di qualcosa di importante, i diritti umani., che sono importanti per tutti come per ognuno di noi".

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14 giugno

INCONTRI Faenza 04. le foto di Stefano Tedioli

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15 giugno

INCONTRI Faenza 05. Forlì: prima presentazione Brigate Internazionali

INCONTRI Faenza 05. Forlì: la prima presentazione delle Brigate Internazionali Incontri Ci si ritrova a pranzo questa volta al Circolo Nuova Europa, proprio sotto gli uffici del Teatro Due Mondi. Il gran pentolone di pasta tipo pranzo casalingo fra amici è molto apprezzato. Ore 17 appuntamento all'Hotel poi la carovana di auto parte per Forlì. Dapprima visita veloce alla città, accompagnati da Enrico, il "nostro" Enrico delle Brigate, che presenta la sua città. Piazza Saffi è un po' frastornata dalle prove audio del concerto che seguirà dopo la presentazione delle Brigate. Poi, passato il caldo si comincia ad animare: quasi solo stranieri immigrati e di svariate nazionalità. Ore 18.00 ritrovo per la prova. I francesi arrivano con il loro rotolo di lineoleum e iniziano il riscaldamento. Sono subito un'attrazione per i passanti in bicicletta, per quelli che se ne stanno pigri sulle panchine che iniziano ad osservare con attenzione. Le giravolte acrobatiche hanno il loro fascino e i quattro hip hopper sono davvero bravi. Ma appena mettiamo in fila le 50 sedie, l'attenzione si sposta sulla scena dello spettacolo. Si crea l'attesa. Prova a l'italienne, entrate, uscite, passaggi. Tutti concentrati. Alle 21 Chico inizia col rullante e Jean lo accompagna. Si annuncia l'inizio e l'arrivo dei due gruppi da punti diversi. Due file di 30 persone munite di sedie come valigie, si fermano, le aprono e ci salgono, perlustrano il luogo, poi continuano la marcia e poi entrano in scena. Ecco "La libertà è una casa". Scene corali, coreografie in gruppo, danze singole a coppia e a quattro dei francesi, barche che approdano e poi volano in aria dal grande telo nero, canzoni rap e canzoni tradizionali bosniache cantate in francese, dialoghi e letture degli articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, libertà di movimento, diritto al lavoro, e alla fine un grande rettangolo di foulard rossi, ognuno dei quali riporta un diritto, scritto dai ragazzi nella propria lingua. Eccolì lì i diritti, parole semplici piene capaci di cambiare il mondo se vere. Parole suggellate dalla canzone che ha accompagnato tutte le tappe di Incontri "Stornelli d'esilio" che dà il titolo allo spettacolo. Il rapper Bouameur conclude trascinando tutti in un canto collettivo di ringraziamento. Pubblico partecipe che ci sembra molto contento. Ma soprattuto sono contenti i ragazzi, eccitati, hypercontent (dice Henri dei suoi francesi) felici di avercela fatta, a stare in piazza a parlare di diritti, a stare insieme con il piacere di fare una cosa che parlasse a tutti e che, sembra, lascerà un segno anche a loro. Poi la cena, organizzata dagli amici di "Forlì città aperta" in una corte, accoglienza su grandi tavoli e un tripudio di vivande da tutto il mondo dallo squaquerone al cous cous per finire con torte fatte in casa. Al tavolo si parla di quel che si è fatto, di come è il progetto, di quello che mancherebbe, della forza e bellezza di mettere insieme tanti giovnai di paesi differenti. E la gioia di stare insieme esce subito, incontenibile, con canti e balli di tutti. Alla mezzanotte la carovana riparte. Stanchi e contenti.

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15 giugno

INCONTRI Faenza 05. le foto di Stefano Tedioli

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16 giugno

INCONTRI Faenza 06. Ravenna: Incontri nel capoluogo

Seconda presentazione, le Brigate arrivano a Ravenna. Si parte tutti in autobus subito dopo il pranzo al Circolo. Non tutti presenti, i francesi arriveranno colo loro minibus, molti italiani arriveranno alla spicciolata. Noi del gruppone arriviamo a Ravenna accolti dalla Casa delle Culture con molta disponibilità e una rinfrescante merenda ideale nella calura romagnola. Gli scatti proliferano, ognuno cerca di immortalare il proprio momento da ricordare. Incontri avrà decine di reportage. Sarebbe bello vederli tutti, lo sguardo diverso di ognuno su questa esperienza. Poi visita guidata alla Città, San Vitale e mausoleo Galla Placidia. Il caldo strema tutti ma la bellezza dei luoghi non fa rallentare la visita. Alle 18.30 grande buffet abbondante e saporito alla Casa delle Culture con vivande in un variegato stile etnico. L'ora dello spettacolo si avvicina, il pulmann ci porta in centro. Alle 20.00 sono (quasi) tutti presenti. Catena per disporre le sedie poi inizia il ripasso delle scene, qualcuno ripassa i testi in italinao, Alberto dà indicazioni per perfezionare alcune scene. All'ultimo si sposta l'area di scena per via di un lampione fuori uso che ci lascerebbe troppo al buio. Rapper e HipHopper arrivano di corsa dalla gita pomeridiana a Mirabilandia, forse un po' stanchi, ma poi quando lo spettacolo inizia, si spendono con generosità come tutti. Ore 21.00 ha inizio "La libertà è una casa" 2°. Pubblico attento anche se forse meno partecipante che non a Forlì, anche a Ravenna molti stranieri. Questo è oggi il nostro pubblico nel teatro di strada, gli immigrati che ancora hanno l'abitudine di scendere in strada, di stare all'aperto nelle piazze e seduti sulle panchine. Henri documenta tutto come ogni giorno, ogni prova e ogni spettacolo. E' bello vedere l'attenzione (e la pazienza) che ha con il suo gruppo. Carla e Igor osservano attenti, per loro il teatro di strada, vissuto così da vicino, è forse una scoperta. I ragazzi sono contenti. Oggi forse più stanchi, caldo e gite hanno provato tutti. Alle 23 si riparte in autobus. Silenziosi, ripensando a quella piazza, ripensando a questi giorni collettivi, a quello che le Brigate Internazionali Incontri stanno costruendo insieme.

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16 giugno

INCONTRI Faenza 06. le foto di Stefano Tedioli

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17 giugno

INCONTRI Faenza 07. un lungo giorno. la parola ai giovani.

E' la giornata finale del progetto, densa di attività già dalla mattina alle 10.00. Qualcuno dei ragazzi, speciamente i francesi, sentiva la mancanza di una condivisione con gli altri. In effetti, nella tappa faentina, ce ne sono stati pochi di momenti in cui insieme abbiamo riflettuto su ciò che stavamo facendo, sul senso che per tutti i partecipanti ha questo progetto, un senso individuale, di relazione con l'altro e con le sue diversità, e un senso collettivo su ciò stiamo dicendo ad un pubblico casuale, quello involontario della strada, parlando di diritti, diritti di ognuno e di ogni giorno, diritti umani. L'inizio è riempito dagli interventi dei formatori con ringraziamenti, auspici che il progetto continui e riflessioni sul metodo di lavoro, sulle difficotà incontrate a Faenza e nelle altre tappe. Poi piano piano iniziano anche i giovani a dire le loro opinioni. Tutti sono felici di aver partepicato a Incontri, sottolineano le difficoltà linguistiche, osservano la diversità, constatano la difficoltà a volte di relazionarsi con altre culture ma dichiarano anche che solo nell'incontro e nello scambio si può conoscere l'altro e superare le barriere culturali. In molti c'è emozione, anche timidezza, il gruppo è grande e ognuno esprime un'esperienza che è in fondo anche intima. Il tempo vola, tutti sentono di avere ancora molto da dire ma già senza accorgersi è ora di pranzo. Peccato che Chantal, la giornalista francese, è dovuta partire stamattina. E' stata una bella mattina, importante, ricca.

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17 giugno

INCONTRI Faenza 07. un lungo giorno: le Corrispondenze.

Il pomeriggio inizia con la presentazione delle tappe e delle espereizne dei partner. Ci disponiamo a spicchi, ogni spicchio fa capo a un'interprete. Giovani studentesse dell'Università del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione di Forlì ci aiutano nella comprensione. Traducono rapidamente, con precisione, prendendo nota delle frasi con simboli sconosciuti e solo a loro comprensibili. Parlano Alberto e Flavio i conduttori principali della formazione Teatro e Cinema, segue Jean del Centro di Difesa dei Diritti Umani per il quale le arti sono uno strumento importante per includere i giovani delle comunità, poi Gonzalo che non solo racconta della tappa Boliviana ma anche del lavoro del Teatro de Los Andes nei pueblos e della collaborazione con Lanzarte un progetto nazionale che affronta le emergenze sociali con progetti artistici, poi Henri che ci spiega la genesi del suo lavoro nel quartiere Catte che è partito da un vieo ed è arrivato al rap e all'hip hop, e infine Carla e Igor che ci raccontano del Teatro de Ferro e il loro lavoro nel sociale e la loro collaborazione con l'associazione Qualificar para Incluir di cui fa parte Francisco che, chiudendo la prima parte del convegno, ci racconta i suoi progetti con la musica e un gruppo di giovani di Porto. Una carrellata lunga e appassionante, sul fondo scorrono le foto delle varie tappe. I ragazzi le osservano, si riconoscono nei momenti del laboratori, delle riprese video, degli spettacoli. L'uditorio è folto, quasi tutti i ragazzi restano ad ascoltare anch ela seconda parte che ci confronta ad altre esperienze: quelle faentine di RicercAzione ci cui ci parla Giovanna, quelle di Lido Adriano promosse da Laura, il meticciato praticato da Gigi, la forza progettuale dei teatri di intrazione sociale che riescono ad attingere ai fondi europei con una rete di relazioni costruite in tutto il mondo, e Filippo che ci ha portato dentro il carcere minorile del Pratello attraverso le immagini degli spettacoli del suo Teatro. Un pomeriggio lungo, denso, ricco di spunti, una porta aperta a tante domande e tante cose che ancora si possono e si devono fare. Abbiamo ascoltato tutto, in tutte le lingue. Le interpreti tirocinanti sono state strepitose, all'altezza di professioniste. Grazie di cuore!

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17 giugno

INCONTRI Faenza 07. si chiude in bellezza.

Ore 20.00 il ritrovo ni Piazza del Popolo. I giovani partecipanti hanno già imparato la sequenza delle operazioni: si collocano i coni sgnaletici, si mettono in fila le sedie, si sistemano le casse e si posizionano gli strumenti, si posa e ripiega il grande telo nero, si mette il lineoleum al centro della scena. E poi si provano le sequenze, uscite, entrate, spostamenti. Poi i 50 partecipanti si dividono in due gruppi e scompaiono alla vista del pubblico già folto in attesa. Ore 21.00 puntualissimi inizia il rullante, annuncia qualcosa in arrivo. Arriva una fila di viandanti con le sedie-valigie, corre in cerchio nella scena, poi ognuno si siede nel suo lato e siamo nel pieno de "La libertà è una casa". Il pubblico è tanto stasera, c'era attesa, ci sono molti amici, parenti, passanti, spettatori di ogni genere, età e nazionalità. I ragazzi sono molto presenti, concentrati e un'energia potente li attraversa. Si spendono senza riserve tutti quanti, gli hip hopper saltano come vere cavallette, leggeri e acrobatici, Moncef è rimasto solo a cantare "Tempête tempête", anche Selim è dovuto rientrare, ma lui se l'è cavata splendidamente. Ogni volta che un giovane entra in scena traspare la sua convinzione, la sua decisione di essere lì in quel momento insieme agli altri e di fronte a un pubblico parlando di qualcosa che è parte della sua vita. A un tratto parte l'attacco degli "Stornelli d'esilio", siamo quasi alla fine. Il tempo è volato, l'energia di qutsi giovani ci ha presi per mano e portati in una corsa scoltando le loro voci, guardando i loro geti. E al termine della corsa c'è un grande scoppio di gioia. Il rapper trascina tutti, i suoi compagni e il pubblico, un tripudio nel quale la distanza fra pubblico e partecipanti non si misura più. Le barriere si rompono. Stanchi e felici, si direbbe. E partono gli abbracci, fra poche ore questo grande gruppo ora così coeso, si dividerà e porterà a casa al proprio paese il frutto di questi INCONTRI. La cena è irrequieta, allegra, sonora, eccitazione degli addii e voglia di stare insieme fino all'ultimo minuto. Qualcuno farà l'alba, i francesi partono a notte fonda col pulmino. Ipercontent, come dice Henri.

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17 giugno

INCONTRI Faenza 07. le foto di Stefano Tedioli

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Entre a Arte e a Vida que corre nas ruas

Tentando ainda compreender o que vejo nas ruas do Brasil, perplexo com a truculência típica da polícia brasileira, busco as últimas recordações de uma utópica tentativa de unir Cinema, Teatro e Direitos Humanos. Ainda sem saber ao certo como me colocar, com a certeza do tanto que ainda temos que trabalhar para ouvir, para ver e compreender o que não é nosso. O que pertence ao outro e é absolutamente legítimo. Este convívio estreito com pessoas da Nigéria, França, Gâmbia, Chad, Bolívia, Portugal, Alemanha, Itália e Brasil. Cada vez mais interessado em aprender aquilo que desconheço por completo, ainda que seja muito próximo. É como reaprender a falar, a conjugar os verbos em línguas diversas. É preciso, urgentemente, reaprender o que é diálogo. Sem tantos devaneios. Agradeço aos que compartilharam comigo essa experiência. E vamos pra rua, reaprender a ver e a ouvir o que é do nosso tempo.

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