INCONTRI
Encuentro - Rencontres - Encontros
Teatro e Cinema come percorso di relazione fra i giovani

Un progetto di inclusione sociale e interculturalità
coordinato dal TEATRO DUE MONDI

TEATRO DUE MONDICASA DEL TEATRO - Comune di Faenza - Provincia di Ravenna - Regione Emilia Romagna
Palacio Rio Negro (Brasile) - Teatro de los Andes (Bolivia) - Teatro de Ferro (Portogallo) - Melkior Théâtre (Francia)

 

INCONTRI ha un blog, o meglio 4 blog, uno per paese. Intanto partiamo col primo •http://encontros-brasil.tumblr.com/

 

 

•Projeto Encontros - 1ª Fase - Petrópolis, Brasil Foto di Flavio Kactuz

   

1 dicembre

trasferta a Petropolis

Sabato 1 dicembre si parte presto per Petropolis. Oggi comincia il nostro progetto europeo INCONTRI. Flavio ci aspetta al Palacio Rio Negro e con lui il direttore, in realtà un po' preoccupato da un'invasione cui non è abituato e che ora teme forse di aver sottovalutato. Comunque il Palacio è già abbondantemente popolato di guardie e addetti delle pulizie. A pochi passi dal Palacio c'è l'Hotel una Pousada di lusso che Flavio è riuscito a prenotare con un prezzo stracciatissimo. Potere delle amicizie! Alle 14:00 inizia il laboratorio, qualche defezione dell'ultimo minuto, ma quello che c'è sembra un gruppo buono. Staremo a vedere. L'idea concreta è di costruire delle azioni di strada ma il tempo non è tantissimo e se gli allievi rispondono bene crediamo che i risultati ci saranno. Il primo giorno lavoriamo insieme a Flavio, al Teatro il compito di scuotere un po' il guscio dei partecipanti, farli uscire, avvicinarsi agli altri, al Cinema il compito di riflettere sull'immagine e la sua rappresentazione della realtà o anche verità, o delle verità. La sera è un "grane opening" superufficiale: Flavio da solo ha smosso una macchina gigantesca: discorso del Direttore del Palacio, teatranti locali, Grupo Andança, video della prima tappa dei Due Mondi a Petropolis con una micro intervista ad Alberto ancora con una lunga coda di cavallo, un saluto (e molti buoni auspici) da Rafael, il referente del CDDH-Centro di Difesa Diritti Umani di Leonado Boff , il nostro "amico" Gil della comunità di Carangola è arrivato e Alberto lo requisisce subito per farlo sedere in prima fila. Alla fine il coro di una comunità dove è presente il CDDH canta molto bene. E per finire i Due Mondi con una canzone per tutti senza dimenticare di terminare con "nostra patria è il mondo intero". Alle 11 di sera la lunga giornata è finita. Domani si prosegue con il laboratorio. Da oggi è partito il Blog che seguirà passo passo i lavori.

•diario fotografico

 
 

2 dicembre

Iniciamos Encontros. Às 14 horas chegaram os participantes: a cada um coube um papelzinho branco para escrever seu nome e fixa-lo no peito com um alfinete.

O primeiro dia é uma atividade comum para o grupo de Teatro junto ao de Cinema, através do teatro se aprende os nomes, se identifica o outro com seu nome, se expressam com o corpo, iniciam a desfolhar aquela proteção que separa e enrijece a vida cotidiana.

Cada um possui razões diferentes para estar aqui, quem é estrangeiro, quem quer aprender uma nova linguagem artistica, quem quer compreender como o Teatro e o Cinema podem ajudar a expressar os direitos e de que modo, quem faz teatro, quem ja esta usando o cinema para falar aos outros, quem só está fascinado por conhecer um novo mundo, um novo grupo de jovens.

Trabalhamos juntos, nos alimentamos juntos, nos movemos, gritamos, assistimos ao curta “SANDUICHE” de Jorge Furtado e debatemos juntos. Surge o tema da verdade, da realidade, do ponto de vista. A verdade e as verdades que espressamos em uma manifestação artistica.

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Prove tecniche: ora passiamo anche sul Blog. INCONTRI ha un blog, o meglio 4 blog, uno per paese. Intanto partiamo col primo
•http://encontros-brasil.tumblr.com/
Ma per chi preferisce leggere in italiano, è già pronto
http://incontri-italia.tumblr.com/
 
 

Nel laboratorio di cinema.

Flavio ha lavorato con una forma nuova per me nella quale lo studente ha smesso di essere un mero spettatore di qualcuno che racconta fatti ed è diventato un formatore della sua propria conoscenza.

Prima di vedere un cortometraggio, vediamo un’anteprima, una sinopsi che non mi colpisce, ma mi dà una base per osservare aspetti che forse mi scavano.

Dopo aver visto i corti Flavio arriva con le sue domande: che cosa abbiamo sentito, percepito e notato? E così diventiamo docenti e ci scambiamo conoscenze fino a creare alla fine un’idea uguale e diversa frutto dei prodotti di realtà diverse.

postato su encontros-brasil.tumblr.com da Correa Tales Simon

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Laboratorio di teatro, giorno 02.

Comincia la lettura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Le parole della dichiarazione entrano nel processo teatrale. Nascono le prime idee di una azione teatrale.

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7 dicembre

canti di libertà

flashback 2 Venerdì (7 dic) lasciamo la nostra splendida pousada con piscina (che nessuno però in questi giorni si è potuto godere) per un albergo del centro, uno di quei grandi hotel decadenti e sgangherati. Inizia il fine settimana che è anche fine tournée e fine del progetto Incontri. Denso di appuntamenti. Alle 14:00 saremo al seguito di una manifestazione del Comitato locale che vuole trasformare la Casa della Morte in Museo. Questa casa è simbolo della dittatura che anche qui, come in Argentina, ha perseguitato, torturato e ucciso molti civili dalla fine degli anni '60 fino all'inizio degli anni '80. Ma in Brasile questa storia recente è più nascosta che in Argentina e qui pochi Comitati lottano ancora per portare alla luce le ombre di questo capitolo doloroso. Andiamo insieme ai ragazzi del laboratorio. Faremo un'azione di quelle che abbiamo ideato insieme. Scrivere in silenzio sul fondo stradale alcune parole, alcuni diritti, presi dalla Dichiarazione Universale. E poi cantare canzoni di libertà e di lotta. Sfoggiamo le nostre magliette, il nostro costume per lo spettacolo, che la maggioranza ha deciso nere con la scritta "La libertà è una casa", il titolo del laboratorio. Uno degli attivisti, autore di uno spettacolo sulla dittatura, ci racconta la storia di questa casa, una storia di torture e di persone assassinate che a Petropolis molti fingono di non ricordare. Pian piano arrivano altri attivisti e i rappresentanti del Centro di Difesa dei Diritti Umani di Leonardo Boff che abbiamo conosciuto la settimana prima. Ma dobbiamo partire alla volta di Cascatinha. Nell'attesa dei nostri pulmini Tales ci mostra uno stano oggetto: un reperto del nostro Fiesta che facemmo nel 2001. Lui ancora bambino lo raccolse per strada e ancora oggi lo conserva. Bello e commovente ritorvare questi fili che ci collegano alle vite degli altri! A Cascatinha troviamo una situazione strana: l'organizzatore ci apre le porte del garage - i nostri camerini - che si è bellamente scordato di ripulire e addirittura ci lascia le chiavi perchè lui non ci sarà allo spettacolo! In compenso ci sono amici e familiari dei nostri allievi e in piazza - l'unica di Caschatinha, chiusa fra la scarpata e la strada - c'è il pubblico della strada, il nostro pubblico. Non sarà facile presentare Fiesta per intero, gli spazi sono angusti. Ci fermiamo sul ciglio della strada: con autisti che suonano divertiti e passeggeri stanchi sugli autobus del venerdì sera che guardano incuriositi. Dopo poco si unisce a noi un anziano con un cartone come tamburo che ci segue fino in piazza. Il pubblico sembra diffidente, dapprima non si avvicina, guarda stupito qualcosa che probabilmente non ha visto mai da queste parti. Sotto il gazebo bambini e bambine in divisa bianca aspettano il Maestro per fare la loro dimostrazione di Capoeira. Proponiamo un baratto, ma il Maestro non arriva e purtoppo non si può fare. Stranamente qui a Cascatinha il pubblico non danza come i ragazzi nelle recite precedenti, ma in compenso c'è Pedro il nostro percussionista che inizia a ballare con noi. A spettacolo finito applausi e curiosità, ma il pubblico seppure contento resta un po' distante. I nostri allievi invece si fanno sempre più affiatati e visto che non abbiamo fatto lo scambio con la scuola di Capoeira Tayna e Daniel fanno un'esibizione per noi. Al ritorno le luci dei quartieri arroccati sulle colline, quelli più poveri, decorano i pendii come un presepe. Brasiliano.

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8 dicembre

Ação no Independência

Aí estão algumas fotos da ação no Independência, foi uma experiência maravilhosa poder trocar com as pessoas da comunidade. Todos ganharam muito com esse encontro, acredito que todos nós aprendemos bastante com os moradores, com as crianças…

A troca que realizamos mostra que podemos transformar a realidade daquelas pessoas com a arte. Due Mondi nos mostrou que é possível chegar nas comunidades e provocar sorrisos, espanto e alegria, agora temos muito trabalho pela frente. É preciso motivação e dedicação para darmos inicio a esse movimento de mudança de cada um e da realidade que nos cerca…

Agradeço a todos pela experiência e VAMOS AGIR!

Júlia Casamasso Mattoso

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8 dicembre

teatro e diritti umani a Independência

Oggi si parte in azione (sab 8 dic). Congiunta: presenteremo Fiesta insieme alle azioni teatrali realizzate nel laboratorio, una versione speciale che abbiamo chiamato "Fiesta Petropolitana". Sono due appuntamenti importanti, un po' un banco di prova per i ragazzi. Se queste azioni avranno l'esito che loro si aspettano, se il loro desidero di fare delle azioni concrete, dentro e fuori dalle comunità, per rivendicare i diritti fondamentali di chi vive in condizioni di indigenza o di chi non vede rispettati i propri diritti. Il termine favela è oggi in Brasile una parola controversa: come ogni termine "politically correct" è un'arma a doppio taglio: i quartieri poveri non sono più favela ma nel definirli comunità si toglie a loro anche una loro identità che è anche identità di povertà e abbandono oltre che di violenza e criminalitàla. Flavio ci racconta più volte il caso della favela Santa Marta a Rio de Janerio dove gli abitanti rifiutano l'appellativo "comunità" che gli viene attribuito dalle diverse ONG o Associazioni o dagli antropologi che a Rio ormai prendono d'assalto le favelas per "pacificarle". Rifiutano questo termine ed insistono nel voler esere chiamati favela (per contro invece, il termine favelados è molto dispregiativo) favela non è che oggi sempre più spesso vengono eufemisticamente chiamate comunità nascondendo un po' la loro vera identità). Noi con i ragazzi del progetto INCONTRI andremo in due favelas: Independencia, un quartiere di 50.000 abitanti senza neppure una scuola né una piazza e in serata a Carangola, il quartiere di Freddy. Independencia: ci "scorta" Dorinha, un'operatrice del CDDH che lavora qui da 20 anni, assistente per le questioni di giustizia sociale. Lasciamo i viveri a metà strada nel suo ufficio poi saliamo su, sempre più su, fra le case arroccate, appoggiate su pilastri che sembrano esili trampoli appena appoggiati al terreno. E non c'è da stupirsi che quando ci sono forti temporali le case rischiano di "scivolare" a valle. La piazzetta dove arriviamo è stretta, un crocevia. Destiamo curiosità ma gli abitanti non si avvicinano subito, ci guardano dalle finestre, ci studiano. Chi è che si spinge fin quassù? Qui dove chi non ci abita non ci arriva, dove di solito ci sono solo gli adepti delle chiese evangeliche che il sabato e la domenica si infilano nelle viuzze e fanno proseliti. Ma spessso queste azioni di evangelizzazione si accompagnano a vere e proprie ruberie perchè chi si affilia alla chiesa deve pagare una quota mensile e spesso sono persone che non hanno neppure i soldi per l'elettricità in casa. Nella piazzetta dove ci fermiamo alla fine i bimbi osservano esterefatti le maschere e questi straordinari giganti sui trampoli. Ma anche le azioni che presentano i ragazzi, che parlano di diritti, dei più semplici e primari che loro non hanno - l'educazione, il lavoro, libertà di esprimersi - gli adulti le ascoltano silenziosi e attenti. Insieme, noi e i ragazzi le laboratorio, abbiamo trovato un modo di comunicare con questa comunità, una combinazione fra il nostro spettacolo e le loro azioni che è riuscito a incontrare anche queste persone. Ma se queste azioni vorranno portare qualche cambiamento, se vorranno avere un impatto anche su una sola persona in queste comunità, il gruppo dovrà pensare di ritornare una seconda volta, una terza volta e poi ancora. Aiutare a riconquistare i diritti è un lavoro che richiede continuità.

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8 dicembre

teatro e diritti umani a Carangola

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9 dicembre

teatro e diritti umani a Palacio Rio Negro, Petropolis, Brasile

•diario fotografico

   

20 dicembre

Il gruppo continua a riunirsi e a progettare le future azioni

   

5 gennaio 2013

Il nostro primo passo del 2013 verso la continuitàè la presenza di un amico professore di Cinema a Roma e consigliere del Centro Sperimentale di Cinematografia Dario Edoardo Viganò che presenta per il nostro gruppo il suo ultimo libro uscito quest' anno in Italia "La Maschera del Potere - Carisma e Leadership nel Cinema"
Palacio Rio Negro, sabado, 05 Gennaio, 18 ore

   

5 gennaio 2013

A conferência com o Prof. Dario Viganò sobre “A Máscara do poder: Carisma e Liderança no Cinema” foi o nosso primeiro encontro de 2013. O reencontro com os participantes do grupo foi maravilhoso, deu pra sentir a energia e a vontade de fazer que está em todos. E o novo encontro que tivemos com o Prof. Dario foi realmente muito proveitoso, aprender com ele discutir e somar novos conhecimentos foi bom demais, aprendemos muito e demos mais um passo como grupo.

Estamos juntos nessa caminhada e cada um de nós tem muito a acrescentar para que possamos fazer um grande trabalho nesse ano que começa. Esse foi o primeiro de muito encontros, nos quais vamos compartilhar e aprender com o outro a modificar a realidade que nos cerca. Vamos buscar fazer a diferença!

Júlia Casamasso Mattoso

   
   

 

 

 

     
INCONTRI è un progetto finanziato con il sostegno della Commissione europea.
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