FIESTA in Brasile 2013

25 settembre

Rieccoci in Brasile

Inizia la nuova, se pur breve, avventura brasiliana. Arrivo mattutino a Sao Paulo accolti da Mirella, un'italiana trapiantata in Brasile che ci seguirà nella nostra settimana paulista. Con lei Fabio, musicista paulista per l'occasione tour manager insieme a Mirella. Tutti a bocca aperta quando saliamo sul bus che ci porta a Sorocaba: pullman letto 20 posti superlusso, grande spazio, ampi sedili comodi, bagno solo per noi. Per un attimo ripensiamo al nostro motorhome argentino dello scorso anno...
Attraversiamo una parte dell'area metropolitana periferica di Sao Paulo, grandi palazzi, tutti bianchi o beige, tutti uguali, costruiti a blocchi, che si alternano a favelas colorate, sopraelevate e ponti in cemento. Viaggiamo verso l'interno in un verde paesaggio collinare con paesini ordinati dall'aspetto un po' nordico. All'Hotel Royal di Sorocaba ci rifocilliamo con una colazione abbondante.
Qualcuno va subito a visitare Praça Coronel Fernando Prestes, in centro, dove faremo lo spettacolo. Incontriamo Roberto del SESC e poi con grande sorpresa l'amico Hamilton che non vedevamo da 13 anni! Stasera sarà lui a fare spettacolo con il suo Grupo Oigalê. Il centro di Sorocaba non offre molto, un'area pedonale con negozi, la Piazza con la cattedrale, poco più sopra un vecchio monastero in ristrutturazione, una vecchia stazione ottocentesca e poi molte costruzioni nuove e moderne dagli stili più diversi, talvolta bizzarri. Lo spettacolo di Oigalê ci piace, una farsa con musiche popolari brasiliane che parla anche del presente, dello sfruttamento della terra, dei soprusi; attori bravi e capaci di tenere a bada le numerose incursioni in scena di qualche spettatore un po' su di giri.
Anche se per noi è un orario impegnativo per il fuso, finiamo la serata a cena insieme agli amici di Oigalê e al Grupo Teatral Nativos Terra Rasgada di Sorocaba che visitiamo prima di cena nella loro sede. E' sempre bello in tournée incontrare degli amici e conoscerne di nuovi.

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26 settembre

é Fiesta a Sorocaba

Una splendida giornata tersa ci accoglie il mattino del giorno dello spettacolo. Alle 11.00 si comincia: prova dello spazio in Piazza nel trambusto della vita cittadina, poi prova fumogeni vicino alla vecchia stazione e si rientra in albergo. Le nostre stanze si trasformano in camerini, quella della nostra tour manager brasiliana diventa area comune per il rinfresco. Alle 16.30 ritrovo nella hall dell'albergo con prova delle canzoni. Ci preoccupiamo del disturbo ma il receptionist ci dice che invece sarebbe contento se restassimo lì anche più a lungo. Le persone che lavorano all'hotel si radunano lì, i più impugnano il cellulare e registrano o fotografano. Una volta "sistemata" l'ultima nota si parte per il centro. Il rullare dei tamburi richiama l'attenzione: chi è alla fermata del bus, chi esce di casa o dal proprio negozio, chi si ferma per strada, chi fa capannello e guarda, ascolta, e poi anche chi inizia a seguire lo spettacolo. In piazza molta gente, pubblico venuto apposta e spettatori casuali che passano di lì, e poi anche molti "abitanti" della piazza, quelli che lì ci vivono e ci dormono anche.
Un pubblico davvero misto, per età, cultura, ma soprattutto estrazione sociale. Fiesta affascina, cattura il pubblico nonostante il freddo e nonostante il vento. Un'ora intensa in cui spettatori attenti ci hanno seguiti e apprezzati, ci pare. A spettacolo appena terminato, suona il campanile. Tempi perfetti, volevamo proprio evitare lo scampanare durante lo spettacolo. Rincontriamo Flavio il direttore del gruppo Nativos Terra Rasgada affascinato da Fiesta e dalla sua poesia e anche un simpatico signor pittore che ci ringrazia. E anche Marisa, la nostra ospite in tournée, mamma di Sonia, è contenta di aver visto finalmente Fiesta, per la prima volta e addirittura in Brasile.
Ecco qua, il tempo fugace dello spettacolo è passato, ci restano i saluti del pubblico, gli abbracci, i ringraziamenti e i sorrisi. Una fatica che porta con sé sempre uno scambio umano che ci riempie di soddisfazione. Si rientra in albergo, stasera cena presto, al ristorante dell'albergo, il fuso orario dopo lo spettacolo si sente un po' di più. Tavolata collettiva insieme a Mirella e Fabio che tutta la sera parla di musica con Denis.

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27 settembre

a Bauru, città bambina

Si parte verso l'interno, destinazione Bauru. Viaggio di 3 ore che col nostro ônibus sono davvero una gita anche perché il paesaggio è molto bello: vegetazione di ogni tipo, alberi ad alto fusto, arbusti, cespugli fioriti, qualche palma, fazendas grandi e piccole, enormi distese, piantagioni di grandi alberi che non capiamo quali siano, coltivazioni di caffè. Ci sembra un'area florida, poche baracche, molte villette familiari. Ma tutte circondate dal filo elettrico. E questo a noi fa sempre impressione, parla di un benessere che si deve proteggere. Nel comodissimo bus c'è chi si allestisce un vero ufficio, chi dorme avvolto dai morbidi sedili e persino la grancassa trova il suo posto. Piccolo inconveniente di gomma forata, ma pare che qui sia una cosa normale, nessun dramma, l'autista scende, verifica e poi continua, con la seconda ruota, fino alla prima officina. Pranzo al lanchonete dell'autostrada, un self service abbondantissimo e affollatissimo.
Ed eccoci a Bauru, una città grande all'apparenza, palazzi moderni e strade larghe a più corsie. Ma è più piccola di Sorocaba, forse più ricca, certamente più giovane: ha solo 117 anni! Una cosa incredibile per noi che viviamo in città millenarie. Dopo la sosta all'hotel che di Plaza ha solo il nome e una hall sterminata e vuota, partiamo per il sopralluogo. Ci chiedono di fare lo spettacolo lungo tutta la via pedonale, quasi 1 chilometro e studiamo così di snocciolare Fiesta lungo 8 cuadras fra negozi di ogni genere e qualche raro vecchio (qui antico) edificio rimasto, semicoperto da insegne, ma comunque vincolato. Alle 18 le serrande si abbassano, molto presto per le nostre abitudini. La zona dell'Hotel che di giorno sembra spopolata periferia, di notte acquista un suo fascino e si anima di bar e ristoranti molto frequentati. Ceniamo in una "cachaceria" ma poiché ci aspetta lo spettacolo mattutino, nessuno si lascia travolgere dal distillato brasiliano. Denis, ormai nominato nostro videoreporter, dà prova della sua versatilità anche come cameriere. Un artista poliedrico!

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28 settembre

Fiesta commuove a Bauru

Oggi spettacolo mattutino, per evitare rimbombi e rimbrotti, le prove delle canzoni all'alba le facciamo sul piazzale dell'Hotel. Poi via col bus, i sedili si ravvivano e anche l'autista vuole la sua foto ricordo. All'arrivo si vede poca gente in giro, i negozi stanno aprendo, ma in pochi minuti si fanno già i capannelli, i costumi di Fiesta sono sempre di per sè un'attrazione. Il percorso è lungo e inizia il caldo. Ma la gente ci segue, bambini, genitori, ragazzi, persone indaffarate che si attardano a guardare, altre divertite che si siedono, gli anziani già seduti sulle panchine del corso osservano qualcosa di inusuale, divertiti e curiosi. Il gruppo di pubblico che ci sta intorno alle varie soste non è sempre lo stesso, qualcuno segue desideroso di continuare ad ascoltare di vedere come va a finire, altri si accontentano della scena che hanno visto. Commesse e commessi escono tutti sul ciglio del negozio a guardare, qualcuno spegne persino la musica del proprio negozio. C'è un'attenzione rara a trovarsi da noi. Anche se in versione snocciolata, lo spettacolo cattura il pubblico, affascina ed emoziona. Molti applausi e molti saluti commossi. La responsabile della Prefettura entusiasta ci invita a ritornare. E' riuscita ad ottenere il risultato che sperava portando lo spettacolo dal fondo della strada fino alla piazza con lo strano doppio campanile. Uno spettatore dall'aspetto vagabondo e stralunato che ci ha seguiti dall'inizio ci dice di essersi molto commosso, che qualcosa ha toccato il suo coraçao. Non ci saremmo aspettati queste reazioni presentando Fiesta in un luogo così commerciale. Ma invece è stata una bella recita. Abbracci finali, caldi e sinceri.
Si ritorna in bus, costringendo l'autista a non riaccendere l'aria condizionata se non ci vuole morti. Poi si pranza e si parte alla volta di Campinas. Prima di salire sul bus, piccola gara di scioglilingua sul ritmo di "vuoi quei kiwi" e anche Fabio si cimenta con il suo italo-brasiliano. Il paesaggio è molto bello, vario, strade ondeggianti su è giù che seguono la linea delle colline che attraversano, coltivazioni, alture rocciose, e poi ancora pianure, palme, alti alberi, fazendas. Tutto verde, un terra rossa e ricca. Arriviamo a Campinas che è ormai buio.

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29 settembre

Campinas Fiesta domenicale al parco

Al risveglio l'ultimo giorno, l'asfalto è bagnata, il cielo grigio fitto, il clima freddo e ventoso. Non c'è cosa peggiore per chi fa teatro di strada. Le previsioni danno pioggia. Oggi ore 10 sopralluogo, ore 16 spettacolo.
Il Tryp Hotel, a discapito del suo nome bizzarro, è un albergo superlusso con un buffet della colazione lungo come tutta la sala. Qualcuno pasteggia per quasi un'ora.
Campinas è grande, i numeri civici arrivano a 1500, 1800, costruzioni alte, condomini di 20 piani un po' ovunque e qua è là sempre qualche sparuto resto di una città un po' più vecchia, come piccoli funghi in una selva, costruzioni basse accerchiate dai palazzoni. C'è un centro storico, ma il programma di oggi ci permette solo "turismo culturale" al grande parco Taquaral con tanto di laghetto con cigni-pedalò, aree fitness per gli anziani, nonni e bambini a passeggio, sportivi della domenica in corsa, coppiette in gita romantica.
Il tempo è plumbeo, ma vogliamo essere fiduciosi. Intanto il sopralluogo è all'asciutto è già un buon auspicio. Rientro all'Hotel e già ci si prepara. Anche a Campinas, trasbordo in bus sul luogo dello spettacolo. In fondo i camerini in albergo sono una grande comodità. Sul bus, prima di partire, Fabio registra un paio di canzoni. Ci ha sentito provare qui dentro l'altro giorno e - da superesperto del suono - sostiene che i suoni nell'ônibus si catturano meglio. Ci mettiamo a cappella e lui con un minuscolo strumento di registrazione ipersofisticato riprende tutto. E' molto contento e davvero molto gentile. E' il suo regalo per noi, aspettiamo di ascoltare la registrazione che ci invierà.
Inizio puntualissimo, si parte dalla strada all'esterno del parco passando per l'entrata principale. La gente segue, il gruppo di spettatori cresce man mano. Spostamenti facili per il pubblico e una bella scenografia naturale per lo spettacolo. Tutti molto attenti, incuriositi, divertiti, ci sono anche teatranti che poi ci vengono a salutare, amici di amici brasiliani. E' sempre divertente e strano vivere queste coincidenze in un paese così grande e popoloso, dove pensi che le persone difficilmente si incrociano. Ma forse il mondo del teatro come ogni mondo di appassionati è un po' speciale. E' forse più facile ritrovarsi.
Lo spettacolo è buono, il pubblico alla fine ci accerchia, molto contento. E noi pure. Abbiamo chiuso in bellezza, scongiurando la pioggia. La tournée è finita, Sonia con sua mamma parte alla volta di Rio subito dopo lo spettacolo. Foto ricordo e abbracci. Ci rivediamo in Italia.
Noi ci avviamo all'Hotel a preparare tutto per la partenza di domani. Una bella tournée - anche se troppo breve - peccato anche di non aver conosciuto di persona Valeria e Roberto, i nostri produttori. Sarà - speriamo - per una prossima volta.

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