ACCADEMIA DI STRADA A NAIROBI
UN PROGETTO TRIENNALE DI FORMAZIONE DEI FORMATORI PER UN TEATRO DI STRADA, ALL’INTERNO DEL CHILDREN IN NEED PROGRAMME

Sabato 14 giugno 2014 Alberto Grilli, regista del Teatro Due Mondi, tornerà a Nairobi per partecipare ad un progetto di AMREF dedicato ai ragazzi di strada nella baraccopoli di Dagoretti.
AMREF ha avviato una vera e propria Scuola di Teatro di Strada rivolta sì ai bambini di Dagoretti ma anche - con un programma di 10 laboratori di "formazione dei formatori" - rivolta allo staff AMREF (operatori sociali) e 9 ex-beneficiari (oggi operatori comunitari) con l'intento di aumentare le loro conoscenze e capacità nel fare e condurre teatro di strada con i bambini.
Dopo 2 anni il progetto è giunto all'ultimo laboratorio e al grande saggio:
UNA PARATA-AZIONE DI STRADA PER LE VIE DI DAGORETTI, CHE VEDRA' COINVOLTI BAMBINI E ADULTI.
Tema scelto dai bambini: Il diritto alla protezione e alla cura.
Il laboratorio si svolgerà dal 9 al 19 Giugno. La parata il 20 Giugno.
Artisti formatori: Alberto Grilli, Antonella Talamonti, Letizia Quintavalla, Marco Baliani, Maria Maglietta, Morello Rinaldi

       

IL TEATRO DEI BAMBINI E RAGAZZI DI STRADA DI NAIROBI
Ex-giovani a rischio keniani, artisti italiani e Amref insieme per promuovere l’arte del teatro e tenere lontani dalla strada i bambini di Nairobi. Parole d’ordine: capacità e non più bisogni; autonomia e non più dipendenza.
Il teatro per la riabilitazione e il cambiamento di chi lo fa e di chi lo riceve. È questa l’idea della Scuola di Teatro di Strada di Amref realizzata da e con i ragazzi di Nairobi, in Kenya. Il 20 giugno si terrà una parata con maschere, blitz teatrali e cartelli, per le vie della capitale keniana, nel sobborgo di Dagoretti, come atto conclusivo di dieci laboratori di formazione teatrale. Sul palcoscenico della strada i protagonisti saranno ex ragazzi a rischio, che dopo il 20 giugno, grazie al progetto, cercheranno di “strappare dalla strada” altri bambini. Lo faranno attraverso l’arte. Importante in questo progetto la collaborazione con alcuni artisti italiani che hanno dato avvio alla Scuola e seguito i laboratori. Il teatro è solo uno dei tanti strumenti di un progetto di protezione e cura comunitaria dei bambini e ragazzi di strada – Children in Need - che dal 2000 ha come obiettivo il ricongiungimento dei minori al loro nucleo familiare, al mondo della scuola o lavorativo. L’attività arriva nei giorni in cui si celebra la Giornata Mondiale del Bambino Africano (16 giugno).

 

DIARIO FOTOGRAFICO del workshop di Alberto Grilli

 •With AMREF in Dagoretti_Nairobi_ Children Interviews 1

 •With AMREF in Dagoretti_Nairobi_ Children Interviews 2

A Nairobi, la più grande città dell'Africa Orientale, si stima ci siano 125mila bambini di strada. Ragazzi abbandonati o con problemi di alcolismo, altri vittime di abusi o con problemi di giustizia. La sfida di Amref puntare al loro recupero e reinserimento nella società lavorando non solo sulla soddisfazione dei bisogni ma soprattutto sulla valorizzazione delle competenze e potenzialità. Ecco che con un approccio interdisciplinare rispetto alle attività del Children Village, per diffondere un'idea forte dell'infanzia, dal 2012 è nata la Scuola di Teatro di Strada.

Ogni anno gli operatori Amref entrano in contatto con circa 400 minori, di essi 150 iniziano uno dei percorsi proposti: scuola, famiglia, lavoro. Dal 2000 il programma ha accolto 2200 bambini di età compresa tra i 7 e i 18 anni. Oltre al recupero l'obiettivo di Amref è l'autonomia degli stessi ragazzi. Da qui nasce l'idea dei dieci laboratori di formazione dei formatori attraverso la Scuola di Teatro di Strada. L'attività dei laboratori si è concentrata sulla preparazione dello staff e nove ex-beneficiari del progetto. Saranno loro, una volta salutati gli artisti italiani, ad attrarre altri ragazzi dalla strada per offrire loro una possibilità e dare forza e visibilità ad un’altra idea di bambino.

"Il teatro mi ha tolto dalla strada” racconta Kevin, uno dei beneficiari che oggi fa il formatore. Prima dell’incontro con Amref nel 2002, Kevin Chege vagabondava nel distretto di Dragoretti. Strappargli di dosso il “bisogno di strada” - fatto di necessità di cibo e di un lavoro - era l’obiettivo. AMREF, a questo ragazzo che oggi ha 26 anni, non ha dato solo una risposta ai suoi bisogni materiali, ha rilanciato, ha puntato più in alto. Ha posto la sua attenzione sulle sue capacità: il teatro è stata la via. Continua Kevin “Il teatro mi ha fatto ritrovare fiducia”, quella che la strada ti fa perdere dietro ad alcool, droga, sfruttamento.

Il 20 giugno il percorso della Scuola di Teatro di Strada si conclude con una parata ed un'azione di strada, cui prenderanno parte una trentina tra bambini e ragazzi. Il tema scelto dai bambini è "Il diritto alla protezione e alla cura". A simboleggiare questo tema un gigantesco Mtoto: la figura costruita insieme ai bambini e “ingigantita” è la portavoce del piccolo, di chi non ha voce o fa fatica a farsi ascoltare, per dare eco alle opinioni che anche il più piccolo di tutti ha il diritto di esprimere. I bimbi lo hanno preparato osservando prima la realtà che li circonda, per questo gli hanno messo un grosso paio di occhiali neri perché, come dicono loro "si vede di più" e "possiamo proteggerci". La supervisione artistica di quest’ultimo saggio finale è di: Marco Baliani, Maria Maglietta, Letizia Quintavalla, Antonella Talamonti, Alberto Grilli e Morello Rinaldi.

Il coordinamento didattico del programma di “formazione dei formatori” è stato curato da Marco Baliani, Letizia Quintavalla e Maria Maglietta. Ogni Laboratorio è stato condotto da un esperto/artista italiano. La Scuola di Teatro di Strada infatti si avvale della collaborazione di professionisti legati a molti teatri italiani: Morello Rinaldi e Teodoro Bonci del Bene (Teatro delle Briciole di Parma), Giorgio Galimberti (Teatro Animarte di Lecco), Mandiaye N'diaye (Teatro delle Albe di Ravenna), Alberto Grilli (Teatro dei Due Mondi di Faenza), Maurizio Bervini e Donatello Galloni (Associazione Ca’ luogo d’Arte di Colorno), Mimma Gallina e Michele Bottini (Scuola Paolo Grassi di Milano), Antonio Catalano e Luigi D’Elia (Universi Sensibili di Monferrato), Francesca Bizzarri (Teatro Vivo), Antonella Talamonti e Abel Herreo. Più stretta la partnership con la Fondazione Solares delle Arti e la Scuola Paolo Grassi.

Preziosa e trasversale la collaborazione con la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi.

Alcuni Post degli Artisti

Marco Baliani - Facebook 2 giugno Dal 13 al 24 giugno andrò a Nairobi per l’ultima volta. Dopo dodici anni di lavoro, mio e di tutti gli altri artisti e pedagogisti coinvolti saluterò lo slum di Dagoretti. In questi ultimi tre anni abbiamo costruito un percorso di formazione per operatori teatrali con appuntamenti costanti, con maestri di varie discipline e linguaggi che andavano già a trasmettere pratiche esercizi coscienza.e tra gli operatori c’erano sette ex ragazzi e ragazze di strada che avevano scelto di provare questa strada, aiutati da Amref, in questi giorni costruiremo una grande festa parata finale che mette insieme le tecniche e le idee, sul tema dei diritti dell’infanzia e che sarà presentata nel quartiere e in altri luoghi. Finisce un percorso, ora tocca a loro, ci hanno già sostituiti e sono bravi, e con l’energia giusta per andare avanti

Marco Baliani - Facebook 11 giugno 2014 Mentre risistemo gli appunti di lavoro che mi serviranno per il mio prossimo lavoro in Africa , rifletto che tra gli operatori che hanno partecipato al progetto formativo c’è anche Kevin. Era, insieme a Onesmus, uno dei primi 20 ragazzi di strada con cui ho iniziato.In Pinocchio Nero faceva il direttore del circo che butta Pinocchio-asinello in mare perchè si era azzoppato.Lo interpretava da vero bastardo, ispirandosi ai tanti poco di buono di cui è pieno lo slum, pronti a fotterti appena possono. E pensare che Kevin, dopo la prima settimana di lavoro nell’agosto del 2002, lo stavo per mandare via, era una spina nel fianco, sempre pronto alla rissa o alla battuta fuorviante, incapace di concentrarsi, provato dalla colla sniffata, insomma un disastro. E invece ho resistito e anche lui ha resistito, e ce l’ha fatta alla grande.Ora è un provetto danzatore ma sopratutto ci sa fare con i bambini del centro di accoglienza a cui insegna passi di danza, tecniche teatrali e spirito di gruppo.Ha un talento pedagogico incredibile

Antonella Talamonti - Facebook 7 giugno Così comincia l'avventura; sono all'areoporto di Amsterdam , in attesta dell'aereo per Nairobi. Rivedrò Dagoretti , rivedrò il gruppo di tutors che si è nel frattempo trasformato in un gruppo vero. Gli ex ragazzi in difficoltà , che vengono definiti dal progetto di AMREF "beneficiari" ora sono diventati "operatori comunitari". Qualunque cosa voglia dire in quel contesto, sembra bello, suona bene, sa di crescita, di competenze acquisite, di consapevolezza di essere persone con diritti e possibilità. Sa di mettersi al centro della propria vita, e di voler lavorare nel proprio mondo. C'è una quantità inverosimile di difficoltà, ma è un bel sapore. Di che colore sarà questa terzo incontro ?

AMREF Italia - Ufficio stampa: Valeria Sabato, cell. 339 4145669, valeria.sabato@amref.it Fabio Bellumore, cell. 328 9722937, fabio.bellumore@amref.it

 

Il primo passo per lo sviluppo della salute, intesa come benessere della comunità, è un cambiamento di atteggiamento per passare da un senso d’impotenza, sia dell’individuo che della collettività, all'empowerment. Questa è cultura in azione, e il teatro è uno strumento culturale per promuovere la salute in senso olistico.

Negli ultimi 10 anni AMREF ha utilizzato le arti, tra cui il teatro, sia per migliorare la salute e le condizioni di vita dei bambini di strada di Nairobi-Kenya che per promuovere un’educazione allo sviluppo capace di elevare la consapevolezza degli italiani (ma anche degli stessi cittadini kenioti) in merito ai temi della salute e povertà, e ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. I linguaggi e i progetti artistici hanno il merito di saper raccontare l’Africa e i suoi bisogni dall’interno, creando consapevolezza e stimolando la partecipazione in Africa come in Italia. Il teatro, di fatto, si è dimostrato molto efficace sia come strumento di riabilitazione e reintegrazione che di sensibilizzazione e advocacy (a livello comunitario ma anche internazionale), e catalizzatore di atteggiamenti di solidarietà nei confronti delle popolazioni africane più svantaggiate.

Il progetto qui proposto intende rafforzare la componente artistica/teatrale del Children in Need Programme sia per promuovere il valore educativo e l’uso terapeutico delle arti in ambito riabilitativo, sia per permettere alla comunità locale e internazionale di scoprire punti di vista originali, interni alla vita di strada e dei bambini che vivono in condizioni di forte disagio socio-sanitario. Questa vera e propria “inversione dello sguardo”, che restituisce la profondità e le sfumature di un universo sconosciuto, consente di individuare (con l’efficacia propria di una visione intima dei problemi) le competenze dei bambini, e le potenzialità e le risorse presenti nei contesti di marginalità, e di indicare allo stesso tempo nuove possibilità e modalità di intervento nel campo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Uno sguardo interno che stimola una nuova presa di responsabilità e consapevolezza da parte di tutti gli stakeholders, e favorisce il consolidamento di un processo virtuoso di “cura” dei bambini sostenuto dall'intera collettività.

L’obiettivo di AMREF è il benessere dei bambini, delle famiglie, e di tutti i membri della comunità di Dagoretti e degli slums di Nairobi. Un benessere generale che coinvolge tutti in maniera interconnessa: se una delle parti non sta bene, anche il benessere delle altre è a rischio. Questo benessere è fortemente correlato alla cultura della prevenzione; alla qualità della comunicazione tra le parti; alla conoscenza e consapevolezza delle loro reciproche esigenze e vulnerabilità; e alle opportunità che scaturiscono da un sistema integrato di scambio di esperienze e di condivisione di priorità.

Le arti orientate alla diffusione di un'idea forte dell'infanzia, dei suoi diritti, delle sue potenzialità ma anche a una nuova comunicazione e diffusione di messaggi di prevenzione, possono promuovere quella genitorialità sociale che può garantire continuità e radicamento al progetto “Children in Need” e farlo diventare un progetto interamente comunitario.

Un progetto triennale di “formazione dei formatori” sul TEATRO DI STRADA, inserito all’interno del programma CHILDREN IN NEED di AMREF.

Il progetto qui proposto intende rafforzare la componente teatrale del Children in Need Programme tramite la formazione di operatori locali (operatori socio-sanitari di AMREF e giovani operatori comunitari) impostata in collaborazione con il Teatro delle Briciole/Fondazione delle Arti Solares (www.solaresdellearti.it), Fondazione Reggio Children (http://www.reggiochildren.it/fondazione/) e con il coordinamento artistico di Letizia Quintavalla, Marco Baliani e Maria Maglietta. Inoltre il progetto si avvale della collaborazione di tanti teatri italiani e artisti di grandissima esperienza.

I laboratori di formazione proposti (implementati in un arco di 3 anni), ciascuno operante su un diverso linguaggio artistico, sono tutti coerenti per circoscrivere un possibile “teatro di strada”, una forma teatrale che, nella sua apparente semplicità di esecuzione, richiede specifici saperi, tecniche sceniche, capacità di costruzione manuale, uso del corpo, della comicità etc.

Il teatro di strada è composto di brevi blitz teatrali, scene corte e veloci che sviluppano un tema, sociale, politico, umano, costruendo il luogo dello spettacolo con pochi strumenti scenici, in modo da poter essere fatto davvero per strada, nei mercati, nelle scuole, nelle piazze, nei campi sportivi etc.

Il teatro di strada è agile, veloce, intelligente, ironico, e si attua con pochissimi mezzi, permettendo di parlare di problemi che riguardano tutti con la leggerezza e la magia del teatro. Ma, per ottenere davvero un risultato duraturo, trasmissibile, che serva poi a far praticare questo teatro ad altri ragazzi e bambini, occorre formare un’equipe stabile, che duri nel tempo, capace di far tesoro delle cose imparate e di costituire il nocciolo fondante dell’esperienza

I corsi di formazione sulle tecniche e i linguaggi sono quelli centrali e devono essere seguiti e praticati sia dagli operatori socio-sanitari che dai giovani operatori comunitari, e applicati a gruppi di ragazzi nella stessa settimana del lavoro con i maestri, in modo da verificare da subito cosa si è imparato. I laboratori saranno sempre orientati all’uso delle arti in campo terapeutico e riabilitativo, dunque non verrà mai perso di vista il concetto di teatro come mezzo e non come fine. Verso la fine del corso di formazione ci si focalizzerà su laboratori di approfondimento e orientati più all’organizzazione di eventi o alla gestione di strumenti tecnici audio/luci. Corsi ai quali potranno partecipare team più piccoli.

•vedi diario fotografico del workshop di Alberto Grilli, agosto 2013