ACCADEMIA DI STRADA A NAIROBI
UN PROGETTO TRIENNALE DI FORMAZIONE DEI FORMATORI PER UN TEATRO DI STRADA, ALL’INTERNO DEL CHILDREN IN NEED PROGRAMME giugno 2014

TEATRO DI STRADA A NAIROBI PER PROMUOVERE UN'IDEA FORTE DI INFANZIA

15 giugno

E' il mio primo giorno qui a Dagoretti. Ritrovo i ragazzi, gli artisti, le persone. Come sempre il salto Europa-Africa è un esercizio di disequilibrio. Più che un jet-lag. Bisogna ricominciare da capo, dall'inizio. Abituarsi minuto dopo minuto ai colori, agli odori, ai suoni. Antonella e Marco lavorano, oggi osservo e riabito questo luogo. Mi sento molto Vecchio Mondo. Ma passerà, domani ci saranno anche i bambini, il vero nuovo mondo, e lavorare con-per loro sarà come sempre divertente, bello, utile per me. Mi piacerebbe anche che i miei compagni del Teatro Due Mondi fossero qui, i racconti che riesco a fare non sono che sbiadite impressioni della vita che qui si consuma.

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16 giugno

Oggi la giornata è stata veramente intensa, bella.

Prima sopralluogo a Waitaka, poi prove di Marco e Antonella, e finalmente nel pomeriggio ho iniziato il mio lavoro sulla parata.

Poi alla sera, abbiamo saputo di un attentato con molti morti in una città della costa. Tutto sembra diverso, l'autista per strada ha fretta di portarci al sicuro, quella specie di prigionia che subiamo si rafforza.

Cè rabbia e amarezza, il teatro sembra diventare un inutile esercizio mentre all'esterno c'è una invisibile guerra. Ma continuiamo, in paradiso dentro all'inferno.

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17 giugno

Tutto il centro Amref di Dagoretti è in un qualche modo coinvolto in questa settimana finale del progetto sul teatro di strada. Ogni volta che qualcuno del gruppo prova qualcosa, qualche scena, qualche personaggio, qualche canzone, immediatamente si forma un pubblico di piccoli curiosi.

E subito questi cominciano, educatamente e in modo impercettibile, a ripetere, da seduti magari, quello che stanno vedendo e ascoltando.

E un continuo flusso di conoscenza che si trasmette e si propaga, come un contagio benefico.

Noi vecchi coi ragazzi grandi, loro coi piccoli, un flusso continuo di insegnamento e apprendimento spesso non pianificato, che procede a imitazione. Questo moto inverte continuamente, sorprendendomi, anche la direzione di marcia, e noi “docenti” non possiamo che imparare come si può vivere sorridendo, gentilmente.

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18 giugno

Dopo tre anni di lavoro, di workshop intorno a diverse tecniche, il gruppo dei Tutor raccogli il frutto di tante ore di studio.

Una alla volta, giorno dopo giorno, tutte le tessere del mosaico trovano il loro giusto posto: ritmi, danze, canzoni, suoni, parole e pensieri, maschere, personaggi, energie e fatiche.

Sentiamo che siamo sempre più vicini al momento finale che non può che essere, per non diventare privo di prospettive, che l'inizio di un nuovo viaggio.

Qualcuno riuscirà a fare del teatro una possibile occupazione futura? Tutta questa materia inafferrabile troverà anche una possibilità di essere vita, oltre che vitale?

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19 giugno

Oggi abbiamo iniziato il montaggio tra la parata in movimento e le tre scene con brevi storie che prendono vita davanti all'autobus di Amref (sul quale siederà il bambino gigante).

Si sono aggiunti altri ragazzi del gruppo di percussioni del Centro, quindi tutto si fa più complesso e non facile da organizzare. Sotto un sole veramente sole la prova è partita (coi soliti ritardi ma con la solita allegra energia). Tutto il Centro si è fermato, ai richiami e ai suoni dei bidoni-tamburi.

Molto bene, abbiamo pensato. Ma la strada riserva sempre le sue sorprese; sono arrivate le nuvole e una fredda pioggia prima ci ha intimidito, poi ci ha convinto a rifugiarci in teatro.

E lì abbiamo rivisto le tre storie, divertenti e ben fatte.

Speriamo domani e per sabato nel sole cocente, che ci bruci se vuole, ma che tenga lontano il buio.

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20 giugno

Oggi giornata di prove generali. Ci aspetta di prima mattina una nebbia all'inglese, con pioggerellina annessa. Però, anche se il sole si è ben guardato dal farsi vedere, nel pomeriggio abbiamo fatto, con grande soddisfazione, la prova.

Prima, durante la mattina, riunione di primo bilancio con i Tutor e i Social Worker (i ragazzi più grandi). Abbiamo ascoltato parole che parlavano di futuro, di speranze, di progetti.

Poi montaggio del gigantesco bambino in cartapesta che rappresenta tutta l'infanzia di Dagoretti, operazione complicata che ha causato qualche ammaccatura, anche agli “operai”.

Ma alla fine tutto si è sistemato, e il Baby Giant troneggia a cavallo del bus e ci guarda, un poco severo.

Buon compleanno a Letizia che, entrando in mensa, è stata accolta dal coro augurale dei bambini.

Forse una lacrima? Comunque mai quanto le nostre, mie e di Morello, dopo la partita dell'Italia

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21 giugno

Ultimo giorno di lavoro, almeno per questo progetto.

Tutto ciò che è stato fatto, comunque, lascia un segno, una traccia, un sospetto, un sospiro, un graffio in questa giornata finale.

E' difficile raccontare l'insieme di impressioni che mi piovevano addosso minuto dopo minuto, le fotografie qualcosa fissano, ma solo parte di una grande emozione.

Contento, orgoglioso, grato.

Alberto

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