ACCADEMIA DI STRADA A NAIROBI workshop di Alberto Grilli
Un progetto triennale di “formazione dei formatori” sul TEATRO DI STRADA, inserito all’interno del programma CHILDREN IN NEED di AMREF.agosto 2013

16 agosto

Anche questa mattina il pullman di AMREF ci porta ( io, Mimma, Letizia, Elena e Barbara) dalla casa dove abitiamo in Nairobi al centro di Dagoretti. Almeno un'ora di viaggio. Sulla strada si apre un mondo.

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17 agosto

Oggi, cambio di programma.

Inizierò il workshop domani, domenica, perchè andiamo tutti a Thika a visitare un altro progetto rivolto ai bambini di strada. E' un centro creato da John, per anni con Amref motore instancabile di azioni e progetti. “Action for children in conflict” ci ha accolti con la cordialità qui così normale, coi giochi, il teatro, un cammello, e tante cuoche. Certo non ci sono edifici recenti, ma i colori sono vivaci, come l'atmosfera. Una giornata di incontro, davanti agli sterminati campi della Del Monte, macchine che strappano ananas alla terra rossa.

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18 agosto

Oggi inizia davvero il workshop al Centro Dagoretti di Amref. Con me Letizia e Luigi, che aiuta nella traduzione. 10 allievi, social worker e giovani ragazzi in formazione. Il teatro di strada è il motivo della mia venuta. Lo spazio di lavoro è accogliente, e caldo, la pioggia improvvisa ci assorda per qualche minuto, ma il sole che è rinato presto ci invita al lavoro all'aperto, e usciamo.Poche immagini degli allievi, non voglio stressarli con scatti improvvisi. Ancora qualche foto del tragitto che due volte al giorno percorriamo, con sobbalzi continui. E' domenica, forse qualche abito più brillante e qualche chiesa non chiusa, ma per il resto sembra un giorno come gli altri, vivace.

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19 agosto

John, Peter, Grace, Evans, Beryl, Kevin, Elizabeth, Lucy, Ephantus, Morris, Samuel, Nick.

Questi i nomi dei ragazzi con i quali, lavorando, mi sto divertendo. Veronique traduce il mio italiano, anche se mi impegno non poco con l'inglese. Lo kiswahili è ancora un miraggio. Oggi, secondo giorno di lavoro, abbiamo montato alcune sequenze di strada, partendo da frammenti e proposte che il gruppo mi ha mostrato. Mentre proviamo nel cortile del Centro Amref, moltissimi piccoli bambini ci guardano e ridono. Portano acqua per dissetare la fatica degli attori. Nel tragitto in bus, un'ora di andata e una di ritorno, continuo a fotografare la vita ai bordi della strada. Peter ha trovato un camaleonte, i falchi che volteggiano in alto non riesco a fermarli.

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20 agosto

Siamo un po' come reclusi. Si esce dalla casa dove dormiamo (guardie, filo spinato), passiamo a prendere da un altro compound Elena e Barbara (pedagogiste di Reggio Emilia che tengono un workshop anche loro al Centro di Dagoretti) e dopo un'ora di viaggio arriviamo al Centro, che come si vede, è recintato – filo spinato, elettrico, cancelli e guardie. Dentro è quasi un altro mondo, anche se i ragazzi e bambini che arrivano portano la vita vera dello slum.

Per ora vedo la città e i suoi dintorni da dietro il vetro di un finestrino. Spero che presto i ragazzi possano accompagnarmi a fare un giro a piedi, in loro compagnia sarà tutto diverso, più vero.

Ogni tanto, in pausa, esco dal cancello, con discrezione, con la mia pipa; oggi ho incontrato questo gruppo di ragazzini che portano legna a casa per cucinare. Molto simpatici.

Il lavoro procede, poco a poco stiamo costruendo un terreno comune sul quale ci incontriamo, con risultati belli.

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21 agosto

Continuiamo il lavoro di esplorazione delle possibilità del teatro di strada. Stiamo costruendo una azione che proviamo nel cortile del Centro. Facciamo molto lavoro pratico, anche se spesso le domande dei ragazzi mi portano a racconti e spiegazioni. Letizia osserva e suggerisce, spesso attorniata dai ragazzini curiosi.

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22 agosto

Oggi siamo partiti tutti, sul pullman del nostro autista Joffrey, per un lungo sopralluogo alla ricerca di possibili spazi dove presentare l'azione teatrale che stiamo costruendo.

Abbiamo visto diversi spazi dentro il Dagoretti Market, altri nella zona del macello del bestiame.

E' difficile pensare come poter portare il teatro lì; il terreno è complicato, buche, sassi, pozzanghere, rifiuti. Ma tanta, tantissima gente, e bambini, bambini. Non possiamo non provarci, anche se non sarà semplice muoversi in quell'organizzato disordine, anche se dovremo prestare attenzione al commercio continuo, alle moto, ai carretti.

E' una sfida affascinante: alcuni elementi del lavoro andranno cambiati e adattati. Sam parla con gli abitanti che già altre volte hanno visto spettacoli portati da Amref: aspettano la nostra visita, ci riceveranno volentieri. I ragazzi già conoscono tantissime persone che incontriamo, siamo a casa loro – anche io mi sento così in loro compagnia – e sono continuamente presentato. Saluto tutti pugno contro pugno, e pugno sul cuore. Pomeriggio all'Università dove è partito un corso di Arti Performative: Rosemary, la direttrice del Centro, incontra due professori interessati a scambi di esperienze. Siamo passati, nel giro di poche ore, da due mondi lontanissimi; l'effetto è straniante, brechtiano.

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23 agosto

Continuano le prove all'aperto dell'azione che stiamo preparando. Parliamo dei diritti dei bambini, anche se in forma non diretta. Fa abbastanza freddo, non pare di essere quasi all'equatore. Il cielo è grigio e alla mattina una leggera pioggia – sembra una giornata di giugno in Belgio – ci accoglie.

Ci si diverte con molta energia. Ci sarebbero mille cose da fare, mille da dire, mille da ascoltare, ma il tempo è poco. Per fortuna scorre lentamente.

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24 agosto

Ieri, sabato 24 agosto, abbiamo finito la prima fase di lavoro. Questo breve video riporta alcuni momenti dei giorni scorsi. E' stato realizzato da Nico, un bravissimo artista della camera che lavora, con grande discrezione, al Centro Amref di Dagoretti, Nairobi, Kenia.

 

 

 

25 agosto

Anche oggi domenica, al centro si lavora, si canta, si balla, ci si diverte: aspettiamo una delegazione in visita, e nell'attesa, come sempre i ragazzi ci riempiono di vitalità.

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26 agosto

E' iniziata la seconda parte del progetto che mi vede qui a Dagoretti. Il gruppo degli attori e dei social worker della Dagoretti Drama School comincia a lavorare con 10 ragazzini piuttosto piccoli.
Si tratta di inserire i bambini nella struttura dell'azione di strada che abbiamo costruito, di cercare le loro voci e i loro pensieri. E' tutto molto interessante e divertente. Adulti e bambini si scambiano di ruolo, si raccontano. I piccoli seguono i grandi, con vera personalità. E' un esperimento davvero interessante, che darà frutti.

 
 

27 agosto

Le prove continuano, grandi e piccoli assieme. Nel cortile del Centro c'è sempre pubblico, ragazzi e bambini, le guardie della vigilanza, i vicini affacciati alle grate. Sono momenti di allegria, divertimento e suoni, ma anche di racconto di realtà che devono cambiare, storie create per difendere diritti.

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28 agosto

Oggi prima azione veramente diretta al pubblico, anche se fatta tra le mura del Centro. Ragazzi, bambini, operatori, adulti vari. Direi tutto bene, l'azione è divertente e fatta di parole chiare e dirette. Però giocavamo in casa, forse troppo facile. Domani usciamo per strada, nello slum, qui a Dagoretti, per incontrare chi non ci aspetta.

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29 agosto

Siamo partiti col bus e dopo molte buche, salti e ancora buche, siamo arrivati a Waithaka, in Dagoretti.
Troppe cose da raccontare, troppi visi e troppi sorrisi.
L'azione funziona, così come l'abbiamo pensata. La strada, che è qui anche luogo di esclusione dei più deboli, spesso bambini, è diventata luogo di incontro, un diverso modo di raccontarsi.
Il teatro riesce in sfide difficili, ora bisogna mantenere viva la strada con la passione che tutti assieme riusciremo a dare.
Thanks to all.
Shukrani kwa wote

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